TAVOLA SUL COMPASSO

RIFLESSIONI SUL SIMBOLISMO DEL COMPASSO

M:. V:. e Carissimi Ffr:. ,

Dopo la mia tavola sulla Squadra, il Carissimo e Risp:.mo Fr:. L. mi suggerì di farne una sul Compasso, invito che ho raccolto con entusiasmo perché l’argomento mi piace molto: si tratta di un’altra delle Tre Luci  con cui noi iniziamo, passiamo, eleviamo e lavoriamo.

L’oggetto di cui trattiamo è un antichissimo strumento geometrico da disegno, già in uso presso i creatori della Geometria: secondo la leggenda venne inventato da Acale, nipote di Dedalo e quindi cugino di Icaro.

Nella Massoneria operativa, la sua funzione è quella di consentire al Maestro Muratore di accertare e determinare i limiti e le proporzioni delle diverse parti con accuratezza e precisione; ma poiché noi siamo Muratori liberi e accettati o speculativi, la nostra consuetudine è quella di applicare le analogie suggerite dagli attrezzi al piano simbolico e morale.

Innumerevoli sono gli aspetti simbolici correlati a questo piccolo e semplice attrezzo, tanto che un libro non basterebbe ad elencarli tutti : qui mi limito ad accennare ad alcuni dei più importanti.

Nella tavola sulla Squadra avevo scritto che essa è lo strumento più amato dai Maestri, e questo senza dubbio è vero; il Compasso, però,  è quello che più di tutti simboleggia la loro disposizione ad allargare la propria visione dell’Universo. La sua “apertura” esprime infatti il corretto atteggiamento dei Massoni nei confronti dei Fratelli e di tutta l’Umanità.

La circonferenza che esso traccia. è la figura geometrica nella quale non è dato distinguere il principio dalla fine, simbolo dell’eternità e quindi di perfezione.

In quanto strumento dell’intelligenza che crea pianificando, è anche simbolo di energia creatrice attiva e di attività intellettuale; di intelligenza, equità, temperanza, prudenza, giustizia, sincerità e verità, tutte virtù fondate sul senso della misura. Per questo di un uomo si dice che è “compassato” quando sa ben ponderare le sue azioni.

Affinché il Maestro Venerabile possa dichiarare aperti i lavori, è indispensabile che il Primo Sorvegliante abbia sistemato ritualmente le Tre Luci,che sono appunto il Compasso, la Squadra e il Libro Sacro.

Inoltre nella cerimonia di Iniziazione, al momento in cui il neofita, dovrà leggere la formula del giuramento (o promessa solenne) che lo lega all’Istituzione Massonica, gli viene poggiata la punta del compasso sul petto ; per significare che da quel momento tutte le sue azioni devono essere ispirate all’ordine, all’armonia e alla razionalità.

E’ da notare che Squadra e Compasso sono sovrapposti, e non sottoposti, al Libro Sacro ; perché è dovere del Libero Muratore sottoporre le proprie concezioni religiose al vaglio della Ragione.

Nel 1797, Lorenzo Mascheroni dimostrò la possibilità di realizzare tutte le costruzioni della geometria euclidea senza la Squadra e mediante l’uso del solo Compasso (Mascheroni, «insigne matematico, leggiadro poeta ed ottimo cittadino»come lo definì con un po’ di enfasi Vincenzo Monti, era nato a Castagneta, un sobborgo di Bergamo nel 1750).  Mascheroni  insegnò algebra e geometria all’Università di Pavia, università di cui divenne rettore. (Morì a Parigi nel 1800).

Da questo, i Liberi Muratori dell’epoca videro confermata la tradizione per cui le posizioni relative del Compasso e della Squadra sul Libro Sacro manifestano i tre diversi stati nei quali il Massone si può trovare ; i Fratelli Maestri mi vorranno perdonare se non scendo in maggiori dettagli, in considerazione del Grado in cui lavoriamo.

I Simboli di Squadra e Compasso, uniti insieme, rappresentano il modello di sintesi operativa nella nostra ricerca della conoscenza, fatto di rigorosità di giudizio e di desiderio di libertà interiore.

E’ pure da osservare che, posti in relazione tra loro, corrispondono palesemente al Cerchio e al Quadrato, ovvero al Cielo e alla Terra.

Perché, il Compasso è più specificamente in rapporto con la determinazione del Tempo e la Squadra con quella dello Spazio : sono queste, Carissimi Fratelli, le due grandi coordinate dell’armonico progetto concepito, tracciato e messo in opera dal G:. A:. D:. U:. , la cui benevola Luce sempre illumina i nostri umili lavori.

Concludo ricordando, innanzitutto a me stesso, che la perfezione delle figure tracciate col Compasso ci rammenta tacitamente l’infallibile ed imparziale giustizia del G.. A:. D:. U:. .

Fratelli miei, cerchiamo di esserne degni : non  dimentichiamoci mai, anche nel mondo profano, l’onore di essere Massoni.

Grazie M. V. ho detto.

R.F. M.V.Fr. Giovanni Domma

 

Tavola Architettonica letta nella tornata di Loggia del 9/5/2008 di E. V.

2 risposte a “TAVOLA SUL COMPASSO”

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