Il GREMBIULE MASSONICO

Grembiule Massonico 1826

 

IL  GREMBIULE  MASSONICO

 

Per quanto il grembiule sia forse il più caratteristico segno distintivo del Libero Muratore, non se ne parla molto : altri accessori e attrezzi massonici sono stati studiati di più.

 

Capita quindi che certi Fratelli indossino il grembiule senza sapere nulla del suo significato ; capita  talvolta che qualcuno arrivi a una data riunione indossando il grembiule… sbagliato ; capita che se un Fratello indossa un grembiule insolito, tutti si affollino intorno a lui per chiedere chiarimenti, perché non dispongono delle nozioni per trovarne da soli il significato.

 

Riguardo all’uso del grembiule, mancano perfino le nozioni più elementari. Pochissimi, per esempio, sanno che tutti e tre i grembiuli dei grado azzurri possono essere usati anche capovolti, quando si svolgono determinati lavori di colore nero.

 

Questo modesto articolo non pretende certo di ovviare a tutte le lacune, ma vuole instillare l’idea che lo studio del grembiule va perfezionato ; non sarebbe neanche male se, oltre ai cataloghi di grembiuli disponibili in rete ad opera delle ditte di oggettistica massonica, qualcuno si occupasse di creare un sito che fornisca un panorama dei principali tipi di grembiule del mondo (esiste in inglese ed in francese qualcosa che ci si avvicina, ma che io sappia in italiano proprio non c’è).

 

Ogni Ordine massonico ha tre grembiuli per i tre gradi azzurri, e quasi tutti ne hanno anche un quarto per il Maestro Venerabile. Il giorno in cui, auspicabilmente, la dignità di Maestro Venerabile Installato dovesse diventare un grado a tutti gli effetti, per avere il totale dei tipi di grembiule esistenti il numero delle centinaia di Ordini massonici andrebbe moltiplicato almeno per quattro, e al prodotto andrebbe aggiunto il numero di quei molti Ordini che hanno anche un grembiule riservato all’Ex-Venerabile.

 

Ancora, al risultato andrebbero aggiunti i grembiuli che in molti Ordini sono riservati alle Luci e/o agli Ufficiali di Loggia ; i grembiuli in uso presso le Gran Logge ; i grembiuli in uso nei Riti (alcuni dei quali giungono a un massimo di 105 gradi : sebbene non tutti siano effettivamente praticati, anche i gradi “virtuali” hanno teoricamente il loro grembiule) e vari tipi di grembiule sui generis , che vengono indossati in occasioni particolari o rilasciati in abbinamento con qualche onorificenza.

 

Per quanto incalcolabile, il numero complessivo dei tipi di grembiule esistenti arriva così a parecchie migliaia ; anche se, in pratica, i grembiuli di Apprendista e Compagno sono quasi identici presso tutti gli Ordini, mentre quello di Maestro varia generalmente solo per il colore, e soltanto raramente per i simboli su di esso raffigurati.

 

Il simbolismo espresso nei grembiuli è stato giustamente accostato a quello del Quadro di Loggia : infatti molti simboli presenti in quest’ultimo sono spesso raffigurati sui grembiuli degli “alti gradi” e sui grembiuli d’onore.

Un vero e proprio caso limite è il grembiule Lafayette, ricamato su raso bianco dalla consorte del famoso rivoluzionario e considerato il più bel grembiule massonico di tutti i tempi ; Lafayette lo fece preparare per farne dono a George Washington, cui infatti fu consegnato nell’agosto del 1784. Affidato poi alla Gran Loggia della Pennsylvania, è ora esposto presso la casa massonica di Philadelphia.

E’ bordato di rosso, bianco e azzurro, e su di esso sono finemente raffigurati praticamente tutti i simboli principali della Massoneria : l’Occhio Onniveggente, i Raggi (o Gloria), l’Arcobaleno, la Luna, le Colonne di Enoch, le Colonne B e J, la Colomba, la Quarantasettesima Proposizione di Euclide, la Speranza, il Filo a Piombo, la Scala di Giacobbe, la Squadra Delimitata, le Tre Luci, la Cazzuola, il Pentalfa, il Pavimento a Scacchi, i Gradini, il Libro Sacro, la Bara, il Teschio e le Ossa Incrociate, il Ramo d’Acacia, la Squadra, il Compasso, il Muro di Mattoni, l’Arco, il Maglietto, le Chiavi Incrociate, la Misura di 24 pollici, la Spada puntata al Cuore, il Fiocco, la Livella, il Sole, la Stella di Davide, le Lettere e l’Alveare.

Nel revival della Massoneria filoreligiosa che ebbe luogo (soprattutto in Inghilterra) nel XIX° secolo, ebbe luogo una vera e propria gara a scovare per tutti i simboli della Massoneria origini bibliche. Così, le radici del grembiule massonico furono individuate in Genesi, 3: 21 (Il Signore Iddio fece per Adamo e per sua moglie delle tuniche di pelle e li rivestì), in Numeri, 15: 38  (Parla ai figli di Israele e dì loro che si facciano dei fiocchi agli angoli dei loro mantelli, e li fissino con un filo di porpora a ogni angolo del mantello) e in Genesi 3: 7 (la foglia di fico di Adamo ed Eva !).

 

In questa tendenza vanno inquadrate anche le disquisizioni sul grembiule di George Oliver (che pure non è il peggiore dei teorici della Massoneria) quando scrive che “…il grande disegno del grembiule è di indicare una divisione figurativa del corpo umano in due parti distinte ; separando la porzione nobile, che contiene la testa ed il cuore, in quanto sedi della ragione e dei sentimenti, dalle parti più basse e corporee, intese meramente a soddisfare le funzioni carnali della natura ; e mentre l’uomo spirituale sta eretto e aperto alla vista, l’uomo naturale è velato nell’oscurità, affinché nessun impedimento possa interrompere le richieste e i propositi speculativi della Massoneria.” Mi chiedo se Oliver, per salvare i Massoni dall’impedimento delle funzioni carnali, non abbia anche accarezzato l’idea di segarli in due.

 

In realtà, per comprendere il simbolismo del grembiule non è necessario né scomodare la Legge e i Profeti, né supporre che la pratica della Massoneria strappi l’uomo alla Terra per confinarlo nel limbo di una malintesa “spiritualità” ; ci basta sapere che il grembiule massonico è il simbolo del lavoro, primo dovere e massima consolazione dell’uomo.

 

La sua origine è nell’umile grembiule da lavoro dei costruttori del Medioevo, sia pure con l’avvertenza che anche ai giorni della Massoneria operativa un Massone era già qualcosa di diverso da un normale muratore : i riti di iniziazione, i segni, i toccamenti, le parole di passo e l’usanza di differenziare i tipi di grembiule per riconoscersi erano già presenti.

Prese forma in quel tempo il simbolismo collegato al grembiule, composto da una base quadrata (4) e una bavetta triangolare (3), la cui somma è 7, in omaggio ai sette livelli di conoscenza cui si perviene mediante la pratica delle Arti Liberali (Grammatica, Retorica, Oratoria, Aritmetica, Geometria, Musica, Astronomia ).

In virtù di questi numeri, il grembiule massonico perfetto dovrebbe essere quadrato e con il lato di 43 centimetri, ma è una tradizione che viene raramente rispettata. Venuta meno la sua funzione protettiva, tra il 18° e il 19° secolo le sue dimensioni furono portate a circa 35-40 cm sia di altezza che di larghezza, numeri che esprimevano approssimativamente quella che era considerata l’età giusta per accedere ai misteri dell’iniziazione.

Seguono qui alcuni accenni al simbolismo dei grembiuli relativi ai gradi azzurri e a quello del Maestro Venerabile Installato.

Il grembiule in grado d’Apprendista

Nei cantieri operativi gli Apprendisti erano detti anche Pesatori, perché il loro compito principale era  quello di pesare le pietre ; questo comprendeva anche il primo lavoro di sbozzatura, abbastanza pericoloso, perché il rischio di ferirsi con le schegge era piuttosto alto.

 

Questa è la ragione per cui il grembiule di Apprendista, a differenza di quelli di Compagno e Maestro, porta la bavetta rialzata, in modo di proteggere almeno parzialmente anche il petto.

 

In Massoneria speculativa, un significato simbolico annesso a questa usanza è che nell’Apprendista il ternario superiore (lo spirito, la triade, la trinità, il tre, padre-madre-figlio) non è ancora penetrata nel quaternario inferiore  (il numero quattro, il quadrato, i quattro elementi di natura, i quattro poli, la materia). Siamo di fronte, come si vede, a un’interpretazione su cui George Oliver avrebbe qualcosa da ridire ; a testimonianza del fatto che il simbolismo massonico parla in modo diverso al cuore delle persone secondo le tendenze della loro individualità, e che avventurarsi troppo lontano nel campo della pura “spiritualità” comporta il rischio di fare ideologia fine a sé stessa e di creare motivi di confusione.

Il grembiule da Apprendista è tutto bianco (anche i bordi) quando la bavetta è alzata , perché egli deve imparare che le azioni del Libero Muratore debbono essere  sempre pure, e che egli mai deve macchiarsi di iniquità ; invece il retro è sempre tutto nero. L’accoppiata di questi due colori come il Quadrilungo (Pavimento a Scacchi) del Tempio massonico, come i guanti e la clamide, ricorda la dualità del mondo materiale. Tutto questo costituisce l’abito fisico del Massone.

Il quaternario tradizionalmente associato al grembiule dell’Apprendista è quello delle quattro qualità elementari : Freddo, Umido, Secco e Caldo, ovvero l’itinerario dei quattro viaggi additati ai Massoni durante l’Iniziazione, che riproducono in chiave ermetica il lavoro alchemico legato alla trasmutazione dei metalli.

 

Il grembiule in grado di Compagno d’Arte

 

Nella Massoneria operativa il Compagno era detto anche Scalpellino. Nella Massoneria speculativa, ha diritto di sedere alla colonna J e ha diritto di parola.

Al termine del rituale di passaggio, il nuovo Compagno riceve dal Maestro Venerabile un nuovo Grembiule, la cui decorazione può variare a seconda degli Ordini. Il tipo standard è bianco, bordato di verde ; la bavetta triangolare nera è abbassata e a sua volta bordata in verde.

Il grembiule da Compagno può talvolta essere ornato da due rosette di colore azzurro posizionate nella parte inferiore, una a destra e l’altra a sinistra.

Il colore verde delle bordature si riferisce all’elemento alchemico del Vetriolo, cui ho già accennato nell’articolo Entrare in Massoneria in quanto rappresentato nel Gabinetto di Riflessione sotto l’acronimo V:. I:. T:. R:. I:. O:. L:. .

Il Vetriolo, o Smeraldo dei Filosofi, rappresenta il perfetto equilibrio tra Spirito e Materia ( o per i Massoni di indirizzo laico, tra Essere e Coscienza).

In Ermetismo una delle sue rappresentazioni più diffuse è la Stella Fiammeggiante, cui nel 1766 un esponente della Scuola Ermetica Napoletana, il Barone Henri Theodore De Tschoudi (1724-1769) dedicò il suo capolavoro : Il Catechismo massonico della Stella Fiammeggiante. Il grande successo di questo libro influì non poco nel fare della Stella Fiammeggiante il simbolo per eccellenza del grado di Compagno.

Il quaternario del suo grembiule è quello dei quattro elementi : Aria, Acqua, Terra e Fuoco. I quattro animali associati ai quattro elementi sono comunemente attribuiti ai Quattro Evangelisti (Marco il Leone, Matteo il Toro, Luca l’Angelo, Giovanni l’Aquila), ma come è noto si riferivano in origine ai quattro segni zodiacali fissi, o Porte del Sole : Leone (Fuoco), Toro (Terra), Acquario (Aria) e Scorpione (Acqua).

Questi riferimenti zodiacali vanno a sommarsi con numerosi altri simboli del grado di Compagno legati al “pensiero lineare”, ovvero al ciclo del Tempo : a partire dal sistema binario evocato dai due colori del grembiule per passare ai riferimenti storici enumerati durante il rito di passaggio (nel corso del quale il Compagno impara simbolicamente a “leggere”), al simbolismo della Stella Fiammeggiante, che è collegata all’illuminazione della mente (e quindi all’uomo “visivo”), alla lettera G (ancora l’alfabeto) eccetera : non si finirebbe mai di elencarli.

Come accennato nel articolo “McLuhan e la Massoneria”, mi sembra plausibile che lo studioso canadese dei media sia stato influenzato da queste osservazioni nel tratteggiare la sua teoria sulle tre successive fasi storiche della comunicazione umana (la prima a prevalenza auditiva, la seconda a prevalenza visiva, la terza una sintesi di entrambe), che a mio avviso nella storia delle organizzazioni iniziatiche corrispondono a tre periodi successivi ben distinguibili : sciamanesimo, esoterismo e  sciamanesimo “di ritorno”.

Il grembiule in grado di Maestro

L’Architetto Hiram Habif dirigeva i lavori di costruzione del primo Tempio di Gerusalemme. Era Maestro e guida morale dei costruttori minori d’ogni grado. Aggredito da tre Cattivi Compagni, sacrificò la propria vita per mantenere il segreto sui lavori compiuti, diventando il simbolo della maestranza spirituale dell’Ars Muratoria.

Il compito del Maestro Massone operativo era rettificare i lavori ancora imperfetti e rifinire le sculture più difficili. Era affiancato da un Parlatore, antica figura che accomunava i doveri dell’attuale Oratore e dei due Sorveglianti : quando quest’ultimo batteva due colpi di martello su una tavola era perché stava per trasmettere un ordine del Maestro, quando ne batteva tre era per chiamare un Compagno a rapporto.

Nella Massoneria speculativa il Maestro d’Arte ha il diritto di parlare e di sedersi dove vuole, nonché varie prerogative decisionali legate all’amministrazione della Loggia e dell’Ordine.

Il modello di grembiule da Maestro più diffuso nella Massoneria di rituale scozzese è di colore bianco, bordato di rosso fuoco, con tre rosette ed un bottone rosso in centro ad ogni rosetta ; deve anche avere due nastri rossi pendenti sui due lati, da cui pendano a loro volta sette catenelle dorate aventi in fondo una pallina. Il retro è di colore nero.

Secondo i diversi rituali, il grembiule può essere di altri colori : quello per il rituale Emulation, ad esempio, è azzurro.

Le tre rosette raffigurano il simbolo dei Tre Punti, disposti sui vertici di un immaginario triangolo equilatero (o comunque isoscele) con la punta rivolta verso l’alto. La letteratura massonica sul simbolo dei Tre Punti è talmente vasta che non provo neanche a esplorarla, in considerazione oltretutto che moltissime delle corrispondenze simboliche loro attribuite sono, dal punto di vista esoterico, piuttosto dubbie.

Salverei ovviamente quella con le Tre Luci (Sapienza, Forza e Bellezza : i guenoniani preferiscono enunciarle in questo ordine, e credo che su questo punto abbiano ragione) e anche quella con l’altro grande ternario : Libertà, Eguaglianza e Fratellanza – uno dei simboli Massonici più orrendamente sottovalutati dai Fratelli di indirizzo esoterico, in forza di quel pregiudizio nei confronti dell’azione esoterica applicata al sociale che non mi stancherò mai, nei miei articoli, di denunciare.

Entrambi i ternari sono riconducibili al ternario ermetico : ovvero alla Legge del Tre, che con la Legge del Sette forma il grande, instancabile motore di tutte le forme esoteriche più o meno direttamente derivate dallo sciamanesimo, quale è appunto la Massoneria.

Ho già trattato della Legge del Tre in molti articoli ; qui di seguito, alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo, mi limito a citare le sue principali corrispondenze ermetiche.

Zolfo – Caldo – Rosso – Principio fecondante – Principio maschile – Sapore – Fermentazione – la Tesi.

 

Mercurio – Umido – Blu – Principio generante – Principio femminile – Odore – Evaporazione – l’Antitesi.

 

Sale – Secco – Giallo – Principio coesivo – Principio unificante – Forma – Coagulazione – la Sintesi.

 

Non tutti sanno che i due nastri laterali del grembiule di Maestro, portanti ciascuno una frangia dorata con sette pendenti, ricordano le Colonne di Enoch, dalle quali deriva il simbolo massonico delle Colonne B e J. Mi chiedo chi e quando si dedicherà a fare un libro per raccogliere tutte le leggende dell’antica Massoneria, che sono a mio insignificante giudizio le più belle del mondo.

 

Il mitico patriarca edificò prima del Diluvio due Colonne : una in marmo per resistere al fuoco, l’altra in bronzo per contenere l’acqua. Su una trascritte le Sette Arti, sull’altra le Sette Scienze, che furono in questo modo preservate dall’oblio.

 

Le ritroviamo oggi alla soglia del Tempio, ornate al sommo da due Globi che rappresentano uno la Pace e l’altro l’Abbondanza.

 

Infine, il quaternario legato al grembiule di Maestro è quello dei punti cardinali.

Il grembiule del Maestro Venerabile Installato

E’ identico a quello del Maestro, salvo che nella raffigurazione dei Tre Punti le rosette sono sostituite da tre lettere T  rovesciate (talvolta, le due T laterali sono sostituite dalle lettere M e B, emblema della Parola Perduta).

Il disegno formato dalle tre T rovesciate viene chiamato Triplice Tau, causando perplessità nei Fratelli che conoscono il greco, i quali sanno bene che la lettera Tau (simbolo-cardine dell’Arco Reale) assomiglia semmai a una T diritta, non certo a una T rovesciata.

La spiegazione del mistero è poco nota (in rete, per esempio, non l’ho trovata da nessuna parte) ed è questa : ciascuna delle T è in realtà una semplificazione del simbolo della Triplice Tau, consistente di tre lettere T unite per la base : due disposte in senso orizzontale (che formano cioè una lettera H molto larga) e una verso l’alto, con la base nel punto medio del braccio orizzontale della H.

In altre parole, le tre T di ogni Triplice Tau sono state private del tratto orizzontale e mutate in tre I ; in questo modo, la loro unione per la base viene ad assomigliare a un T (o un Tau) rovesciato.

Tornando al simbolo della Triplice Tau nella sua integrità, è da notare che basterebbe aggiungergli una quarta T orientata verso il basso per trasformarlo in una “croce di Gerusalemme” (detta anche “Croce Templare”) nella sua variante nota come  flyfot, che è priva del tratto superiore delle braccia.

L’ipotesi dell’origine templare del Triplice Tau parrebbe confermata dal poco che si conosce circa le origini di questo simbolo, che fu kshatrya fin dagli inizi. Già il Tau da solo veniva usato nello sciamanesimo preistorico per riti magici legati alla guerra e alla caccia ; per gli antichi Greci era un simbolo della Vita, e presso alcune tribù nomadi un Tau veniva tracciato sulla fronte dei guerrieri di maggior valore.

Il primo riferimento al Triplice Tau come simbolo massonico è contenuto nel manoscritto Trinity College del 1711, nel quale appare corredato dalla frase Under no less a penalty. In questo e altri documenti antichi, la Triplice Tau appare chiaramente formata da una lettera T sovrapposta alla lettera H, il che potrebbe voler significare Templum Hierosolymae, Tempio di Gerusalemme.

 

Un argomento in favore di questa tesi è che in alcuni disegni dal braccio del Tau inferiore di destra si diparte una E : Templum Hierosolymae Eques, Cavaliere del Tempio di Gerusalemme, era il modo in cui si firmavano i Templari.

Le prime raffigurazioni del simbolo attualmente raffigurato sui grembiuli – che, più che Triplice Tau, andrebbe battezzato Tre Triplici Tau Semplificate – compaiono nell’iconografia massonica a partire dal 1817. Nel 1830, portata finalmente a termine la faticosa riunificazione dei rituali Antient e Modern, la versione semplificata venne adottata come simbolo ufficiale.

La storia non lo dice,  ma è facile ipotizzare qualche malumore da parte degli Antients, che avevano tutte le ragioni per ravvisare una deliberata provocazione nel fatto che ai tre Triplici Tau fossero state di fatto sostituite… tre Tau rovesciate.

Comunque, è bene sottolineare che nella tradizione massonica antecedente alla semplificazione tanto il punto di innesto delle braccia di un singolo Tau  quanto il punto da cui originano le tre braccia del Triplice Tau simboleggiavano la stessa identica cosa (il luogo dove fu nascosta la Parola Perduta), quindi la rimozione delle braccia orizzontali delle tre T non ha minimamente alterato il simbolo preesistente. A questo si può aggiungere che non si tratta assolutamente di un simbolo collegato all’orientamento :  non più di quanto non lo sia, se mi si perdona il paragone irriverente, la freccia che indica l’ingresso di una trattoria.

Non direi proprio, quindi, che ci troviamo di fronte a un’inversione del simbolismo tradizionale, argomento che a tratti ritorna nelle polemiche sul Triplice Tau sollevate da Fratelli tradizionalisti. In queste faccende, prima di sparare accuse a vanvera è sempre opportuno documentarsi bene.

La verità è che il simbolismo massonico, se viene sfrondato dalle eccessive influenze ricevute dalle religioni nel corso della storia, ben lungi dal perdere Sapienza, Forza e Bellezza ne guadagna ancora di più ; perché si riavvicina alle sue origini sciamaniche, quando la vera Massoneria era la sola fonte di conoscenza sulla faccia della Terra.

Questo è il messaggio di cui vorrei che il mio lettore si ricordasse ogni qualvolta contempla il grembiule di un Maestro Venerabile Installato.

Questo è anche il messaggio velato dal suo quaternario, che è quello delle quattro ere : Oro, Argento, Bronzo e Ferro.

Al simbolismo delle quattro ere pensavano forse anche i Moderns in quei giorni lontani ; con magica audacia, scegliere di capovolgerne il corso. E suggellare la Piramide dei gradi dell’Ordine con un quarto grado che incarni la promessa di una futura Età dell’Oro.

 

  (di Daniele Mansuino e Giovanni Domma)                                              

 

Giovanni Domma (Cosenza 1941- ) ricopre un incarico massonico a livello internazionale. I suoi interessi vertono soprattutto sullo studio della ritualità dei gradi azzurri nella Massoneria antica.

 

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