TAVOLA GEOMETRIA

GEOMETRIA = MASSONERIA

IL GIOIELLO DELL’ EX MAESTRO VENERABILE

G = God ( Dio in Inglese )

G = Dieu ( Dio in Francese )

G = Gloria a Dio

G = Grandezza al Maestro

G = Geometria alla Fratellanza

 

M:.V:. e carissimi fratelli tutti di ogni grado e qualità, Vi ringrazio per la calorosa e fraterna accoglienza che mi avete sempre riservato. Questa sera sono qui tra voi per onorare il fraterno invito del vostro Venerabilissimo Maestro e anche per contribuire a una delle vostre meravigliose e costruttive serate, augurandomi che l’argomento scelto possa suscitare in voi interesse affinchè la serata possa essere proficua.

Voi ben sapete quanto è narrato dalla tradizione massonica : la Geometria è la quintessenza delle sette arti e scienze che furono scritte sulle due colonne dell’antico e nuovo Egitto, prima che Dio punisse l’uomo con il diluvio universale.

In seguito le due colonne furono rinvenute una dal dio egiziano Ermete e l’altra dal filosofo Pitagora (532 a.c.).

Pitagora fondò una sua società segreta, basata sullo studio della geometria.

Fece varie scoperte, ma non s’interessò alla loro applicazione pratica, e lasciò questo compito a Euclide, che secondo una diffusa leggenda ne trasse ispirazione per fondare la Libera Muratoria.

Questa leggenda è citata in una antica versione degli “Antichi Doveri”  nota come “Poema Regio” (circa 1390), dove si narra tra l’altro :  a chi era più in alto nella scala ( Euclide ) ordinava che insegnasse a chi era meno dotato : e così ciascuno insegnava a l’altro e si amavano l’un l’altro come fratelli .

E’ dunque per ricordare il Fondatore della nostra Istituzione e i suoi insegnamenti, che il gioiello del passato M:.V:.si compone di una squadra con dentro  un triangolo rettangolo e tre quadrati.

In Italia si dice comunemente che esso raffigura il teorema di Pitagora, mentre in Francia  che rappresenta la 47^ proposizione di Euclide ; ma ovviamente nessuno si sbaglia, i primi rendono omaggio allo scopritore del teorema e i secondi a colui che lo spiegò. Ed è  un peccato osservare come, malgrado le Massonerie latine possano vantare nella loro storia un eminente studioso del pitagorismo massonico come Arturo Reghini,  la 47^ proposizione di Euclide  col suo profondo significato muratorio  non occupi in verità alcun posto di particolare rilievo nel loro simbolismo, mentre è assai valorizzata in alcune Massonerie anglosassoni ( e specialmente in alcune giurisdizioni statunitensi ).

La 47^ proposizione di Euclide, dimostra che, in un triangolo rettangolo,

il quadrato costruito sulla ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati costruiti sui i cateti.  Possiamo intendere simbolicamente questi quadrati come forze : lo sviluppo delle potenzialità contenute nell’ ipotenusa e nei cateti.

Il cateto verticale è il legame dell’uomo con l’Assoluto. Il cateto orizzontale è l’uomo nella sua attività individuale : che può essere profana nella vita di tutti i giorni, o sacralizzata nella ritualità della Massoneria.

Ora, tenendo conto che l’ipotenusa congiunge le forze del cateto verticale a quelle del cateto orizzontale, da un punto di vista metafisico possiamo ravvisarvi il simbolo del  G.’.A.’.D.’.U.’. espresso in due modi diversi.

Il vertice tra l’ipotenusa e il cateto verticale lo rappresenta nella sua modalità “non manifestata” ( Brahma ) ; invece l’ipotenusa stessa lo raffigura come agente della manifestazione universale ( Ishwara ). Notevoli spunti di riflessione sono offerti dal fatto che il simbolismo massonico, nella sua concretezza che tanto amiamo, rinuncia a distinguere tra queste differenti modalità (dando per scontato che, nel lavoro dell’uomo per migliorarsi, l’immanenza del G.’.A.’.D.’.U.’. è condizione per così dire necessaria) e pone invece l’accento sui cateti, raffigurandoli con due simboli a noi ben noti : infatti il cateto verticale è il filo a piombo, l’orizzontale la livella.

Voi direte e l’Ipotenusa?  Non ce ne siamo dimenticati. E’ il simbolo della cazzuola che riecheggia tra le colonne il sacro nome di Ishwara : il più umile degli strumenti della nostra umile opera, vela il gesto del Creatore, che incessantemente rigenera e riedifica il mondo. Ricordo un M.’.V.’. , nei primi anni della mia maestranza, che al momento di entrare nel Tempio soleva dirci con un sorriso : “andiamo, Fratelli, a caricarci del peso della Creazione…” scherzava, ovviamente : ma il valore del nostro simbolismo  splendeva ben chiaro nelle sue parole. Mi sono rimaste nella  mente, e mai le potrò dimenticare.

Carissimi fratelli, nella mia prosa balbettante ho appena cercato di darvi un modesto esempio di come si può meditare su questo prezioso gioiello, in grado di aprirci la porta su ineffabili misteri ; ma ripeto, è solo un esempio, e certo ognuno di noi, lavorando rettamente, ne può trarre innumerevoli altri spunti di conoscenza e miglioramento.

Infatti, la Geometria – cito ancora il “Poema Regio”  è  “la scienza che può separare il falso dal vero”; e sia gloria per sempre al Grande Architetto dell’ Universo, che nella sua infinita benevolenza ce ne ha dato la chiave.

T.V.Fr:.Giovanni Domma

11/11/6005 V:.L:.

 

GLOBALIZZAZIONE

.      GLOBALIZZAZIONE

 

Come tutti voi sapete, la globalizzazione è il fenomeno di crescita progressivo delle relazioni e degli scambi di diverso tipo  a livello mondiale.

Nei miei modesti tentativi di capire, ho scoperto che si può parlare di globalizzazione già nel lontano 300 d.c. , quando i Romani imposero a tutti i popoli conquistati la loro cultura e le loro leggi ; ma nel senso moderno della parola, si riferisce a un fenomeno tipico della civiltà industriale.

Purtroppo, a fronte della globalizzazione dei mercati, delle finanze e della informazione sembra essersi invece arenata la globalizzazione dei valori, e si sono volatizzate delle identità che ritenevamo acquisite e consolidate.

Lo possiamo constatare ogni giorno, trovandoci di fronte a stranieri che provengono da culture diverse dalla nostra, e hanno dificoltà ad integrarsi e accettare le nostre abitudini e le nostre leggi: se le accettano, le accettano a malavoglia e con rancore, abbandonandosi spesso a gravi comportamenti incivili ed antisociali.

Non crediate, carissimi fratelli, che io sia cieco a fronte delle difficoltà e delle sofferenze che gli immigrati sono costretti ad affrontare : le vedo benissimo, ma allo stesso modo vedo anche il circolo vizioso che si sviluppa ogni giorno di più, con loro da una parte che hanno difficoltà ad integrarsi e di conseguenza si sentono emarginati, e noi dall’altra che ci sentiamo invasi, e sempre più rischiamo involontariamente di fare atti di prepotenza o di razzismo su umili persone che non hanno nessuna colpa, imponendo loro i nostri modelli di vita, la nostra cultura e le nostre leggi.

Come è nato tutto questo ? Dalla necessità delle nazioni più progredite di procurarsi mano d’opera a basso costo : per realizzare questo scopo, governanti e industriali senza scrupoli si sono assicurati la complicità dei governi del terzo mondo, che allettati dal denaro omettono senza rimorsi di fare il vero interesse dei loro popoli, e con la scusa della globalizzazione ne favoriscono l’emigrazione di massa.

Di ciò dobbiamo biasimare solo e soltanto coloro che con la loro viltà e avidità, ma anche la loro collusione ideologica,politica e finanziaria, hanno stipulato accordi con i nemici dei nostri valori e delle nostre identità,  forse illudendosi che mantendo buoni rapporti con quei fanatici possa nascere qualcosa di buono; ma nulla di buono può nascere scendendo a patti con chi disprezza i valori fondanti della nostra civiltà.

Infatti, come possiamo non condividere il timore che dietro l’immigrazione da certi Paesi si celi in realtà il disegno di dominare il mondo e sopraffare la civiltà occidentale? Fratelli, un personaggio arabo in una intervista ha affermato che con le nostre leggi ci conquisteranno e con le loro leggi ci domineranno.

L’occidente in passato ha sbagliato con certi paesi arabi e mussulmani chiudendo gli occhi sulle loro violazioni dei diritti umani quando ci faceva comodo averli come alleati, e continua a sbagliare oggi illudendosi che sia possibile andare d’accordo con chi patrocina ideologie assolutistiche e messianiche. Immaginiamo per un solo momento che questi falsi amici, per raggiungere i loro obbiettivi, diano ordine allo tsunami umano degli immigrati di ribellarsi : quali sarebbero le conseguenze e lo scenario?  Lascio a voi immaginarlo.

Oggi noi ci stiamo giustamente preoccupando del calo del tenore di vita a causa dell’euro, del prezzo del greggio e della perdita di competitività sul mercato internazionale, ma non ci accorgiamo che stiamo rischiando di perdere…la vita, a causa della perdita dei valori e della perdita dell’identità, per i quali l’immigrazione incontrollata rappresenta un serio pericolo.

Forse che per svegliarci abbiamo bisogno di soffrire ancora ? Io spero che non sia così. Dobbiamo invece avere il coraggio di renderci conto che la “globalizzazione” intesa come valore positivo si potrebbe attuare solo se l’umanità fosse caratterizzata da un solo governo, una sola cultura ed una sola religione ; altrimenti, è utopia, cui sarebbe decisamente preferibile una sana riaffermazione dei valori, della cultura e delle identità di ogni popolo.

Non sarebbe forse un mondo migliore quello in cui ciascuno potesse vivere dignitosamente nella terra dei suoi padri, praticando liberamente la sua cultura e la sua religione ? Questo risparmierebbe molte inutili sofferenze e spargimenti di sangue , generati soltanto dai torbidi interessi di pochi.

Forse le cose potrebbero andare meglio se la nostra istituzione facesse sentire la sua voce, che è la voce congiunta di molti uomini “liberi e di buoni costumi” uniti dalla volontà di lasciare ai loro figli e a tutti i ffr. un mondo migliore per continuare a lavorare per il bene ed il progresso dell’Umanità.

Fratelli, lavoriamo per riaffermare il diritto a difendere le tradizioni linguistiche, culturali, storiche  e artistiche del nostro Paese ; e anche perché il rispetto della vita e della persona umana  possano prevalere sugli ideologismi tanto nel mondo occidentale quanto nel mondo islamico, e il bene di tutti possa trionfare sulla cultura della morte che sta minacciando tutta l’umanità !

Riflettiamo, carissimi fratelli !……………….. Ho detto M.V.

Pavia 11 Maggio 2007                                                                                  T.V. Fr:. GIOVANNI DOMMA

 

ENTRARE IN MASSONERIA

ENTRARE  IN  MASSONERIA    

La Massoneria è la più antica e autorevole organizzazione iniziatica occidentale, i cui meriti storici sono del tutto incommensurabili. Salvi i limiti del fallace giudizio umano, si è sempre sforzata di accogliere nelle sue file uomini  liberi e di buoni costumi, pronti a infondere generosamente le proprie energie per il bene e il progresso dell’umanità.

Moltissime persone si sentono attratte dalla Massoneria, ma ben pochi sarebbero in grado di spiegarne il motivo. Non può essere diversamente da così, perché le energie custodite e trasmesse nell’ambito di un’organizzazione iniziatica non appartengono all’ambito razionale. Allo stesso modo, non si può descrivere a parole la corrente elettrica : si possono descrivere le modalità per cui essa si crea e si trasmette, ma non di più.

Di conseguenza, ogni tentativo di spiegare a parole la propria vocazione massonica è destinato a risolversi in un travisamento della realtà : per questo, se un aspirante Massone si ostina a voler dimostrare la propria idoneità mostrando di aver studiato molto la Massoneria e di conoscerla bene, questo comportamento viene tradizionalmente considerato un segnale negativo.

Non ha senso, d’altra parte, nemmeno il “proselitismo massonico”, una pratica che tutti i principali teorici dell’Istituzione condannano concordemente ; per quanto oggi – a cospetto dell’accanimento mediatico che a intervalli regolari si scatena contro la Massoneria – sia ormai accettata l’idea che i Massoni abbiano perlomeno il diritto di difendersi dai loro calunniatori, il che comprende anche il tentativo di fornire all’esterno un’immagine il più possibile corretta della realtà massonica.

La Massoneria infatti viene spesso presentata come una società segreta volta al conseguimento e al controllo del potere, e questo ha sempre solleticato la fantasia di chi – a fronte della constatazione che le cose del mondo non vanno per il verso giusto, e in particolare all’impotenza del comune cittadino nella suo rapporto con i “poteri forti” – prova la (giusta) sensazione che le forze all’opera per plasmare il suo destino siano ben diverse da quelle comunemente note, e si sforza di rappresentarsene il funzionamento mettendo bizzarramente insieme le scarse notizie a sua disposizione.

La mia idea è che queste persone dovrebbero dedicarsi allo studio del marxismo, che spiega esaurientemente come funzionano le cose sul piano della realtà oggettiva

senza bisogno di immaginarsi nessun complotto ; l’ipotesi complottista, però, si adatta meglio alla struttura della mente umana, che è costituita da un sottile velo di autocoscienza precariamente teso su un abisso di pulsioni a noi stessi ignote. Per questo a molti riesce spontaneo proiettare la paura che sentono nei confronti del proprio inconscio al di fuori di sé , immaginando che mostri analoghi a quelli delle loro anime si annidino nel sociale.

Per chi è vittima di questa illusione, “Massoneria” è uno dei mille nomi di un universo mostruoso, nebuloso e immaginario, nel quale individui potentissimi si riuniscono secondo misteriosi rituali in segreti cenacoli per tirare le fila del mondo e decidere spietatamente dei nostri destini. E’ ben difficile che a chi pensa in questo modo venga mai in testa di investigare seriamente riguardo alla natura di tali associazioni ; quindi per loro la Massoneria, i Cavalieri di Malta, i Templari, l’Opus Dei, la Mafia, Gladio e così via saranno sempre un tutt’uno.

Le possibili scelte del complottista sono due : o odiare la Massoneria con tutta l’anima, dedicandosi a bersagliare i blog di infimo ordine con post anonimi che esortano al linciaggio dei Massoni, o fare carte false per entrarci, nella convinzione che questo significherà in qualche modo entrare a far parte di quella rete occulta di potere che odia e brama.

Sono molte le persone di questo genere che chiedono di essere iniziate, e tanto forte è la loro torbida volontà che in molti casi – ahimè – ci riescono. Mi piacerebbe che nessuno dei miei lettori appartenesse a questa categoria, ma temo che la mia sia soltanto una pia illusione.

Le risorse della Massoneria, però, sono insospettabili, ed è possibile che anche il più somaro dei complottisti possa col tempo trasformarsi in un decente Massone : gli occorre solo di rendersi conto che i suoi assurdi pensieri sono un sintomo del bisogno di risolvere il proprio caos interiore, e che entrando in Massoneria è capitato nel posto giusto per farlo.

Complottisti a parte, ci sono molte altre categorie di persone che si avvicinano alla Massoneria sulla base di congetture errate, sebbene in molti casi innocenti : chi per avere un aiuto nella carriera, chi per conoscere persone importanti, chi per essere accolto in certi ambienti, concludere affari eccetera.

Se i portatori di questi propositi sono persone eticamente inadeguate, il loro intercorso con l’istituzione massonica sarà senz’altro breve. Invece in molti casi si tratta di persone equilibrate, che quando si trovano al cospetto di una realtà ben diversa da quelle che erano le loro aspettative, reagiscono nel modo migliore : si incuriosiscono, si interessano, si appassionano, imparano le regole e diventano col tempo bravi Massoni.

Con l’avanzare dell’età, il loro interesse si radica più profondamente, e molti di loro sono destinati a ingrossare le file di quello “zoccolo duro” di massoni appassionati ed entusiasti, che alle iniziazioni prendono la parola per dare il benvenuto al nuovo Apprendista con un discorsetto più o meno così :

Neofita, questa sera ho rivissuto la mia iniziazione di molti anni fa. Il lavoro per sgera che vedere con il suoerstiziosoll’roprie energie per il bene e il progresso dell’ file uomini rossare la mia pietra grezza incominciò nel momento in cui ho preso con la mano destra il martello e con la sinistra lo scalpello e ho dato i primi colpi, come sotto la guida del Maestro delle Cerimonie tu hai fatto ora.

In questo momento tu provi di sicuro una gran confusione, ma un giorno realizzerai pienamente la grande fortuna che ti è capitata. Anch’io non ero quello che tu vedi oggi, e spesso mi accade di chiedermi : non fosse per la Massoneria, cosa sarebbe stato della mia vita ?

Per questo sono felice che un nuovo anello oggi  si sia aggiunto alla nostra fraterna catena. Ti auguro buon lavoro e una lunga e fruttuosa vita massonica.

Dal punto di vista statistico, chiedono di entrare in Massoneria persone di ogni genere : da umili operai o impiegati a grandi politici e finanzieri, da chi sa a stento computare il proprio nome a intellettuali che sono stati il faro della loro epoca. E’ famosa la frase di quel Presidente americano che, invitando un Fratello a visitare la sua Loggia, aggiunse con soddisfazione  abbiamo un ottimo Maestro Venerabile, è il mio giardiniere ; ma si tratta di una fama indebita, perché in Massoneria queste situazioni sono all’ordine del giorno.

A dire il vero, accade anche qualche volta che il motto se tieni alle distinzioni umane esci, qui non se ne conoscono sia disatteso e calpestato : i Massoni sono pur sempre uomini, e talvolta si lasciano abbagliare dalla ricchezza, dalla cultura e dal successo, per cui è possibile trovare in posizioni elevate personaggi che altri meriti non hanno se non il rango sociale, una facile loquela e una dose spropositata di vanità. In casi estremi, può anche verificarsi la deprecabile evenienza che un profano venga respinto perché considerato socialmente inadatto.

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La mia personale opinione è che la selezione dei candidati in base al censo sia una vera e propria violazione dei landmarks, e che – qualora accertata  – chi ne è responsabile dovrebbe essere perseguito ; d’altra parte, ogni Loggia è sovrana, e ogni tentativo esterno di influenzare le sue scelte in questo campo costituirebbe una violazione ancora più grave.

 

La selezione operata in base al censo è, in linea di massima, un difetto riscontrabile più frequentemente nelle Logge di indirizzo sociale piuttosto che in quelle di indirizzo esoterico. Più volte nei miei articoli sono ritornato su questa grande distinzione binaria che è del tutto ufficiosa, in quanto nell’ambito di un Ordine massonico tutte le Logge ufficialmente sono uguali e praticano gli stessi riti ; in pratica, però, gli interessi personali dei Fratelli che compongono una Loggia possono orientarne l’attività verso argomenti diversi, e se la maggior parte di questi può essere ricondotta all’azione della Massoneria nel sociale, c’è invece una minoranza di Logge interamente dedita a sviscerare il simbolismo massonico (o esoterico in generale), presso le quali nessuno avanzerà eccezioni che prendano le mosse dal rango sociale del candidato, purché questi si dimostri sinceramente propenso a collocare la propria azione entro l’ambito di studi che è proprio della Loggia stessa.

Se siete appassionati di esoterismo, prima di presentare la domanda è senz’altro opportuno assicurarvi che la Loggia da voi scelta sia di indirizzo esoterico ; se invece non lo siete, ma approfondire questo genere di studi non vi dispiacerebbe, tenete presente che una Loggia esoterica offre spesso la possibilità di entrare in Massoneria anche a chi “non è nessuno” ; e una volta che ne farete parte, nessuno si sognerà di guardare a voi come un Fratello …di serie B, perché i membri delle Logge “esoteriche” sono generalmente benvoluti da tutti.

Constaterete anzi che, quanto più un Massone è… trafficone e intrallazzatore – ovvero incline a servirsi dell’Istituzione per i suoi interessi personali – tanto più ostenterà nei confronti degli “esoterici” rispetto e simpatia. Questo non solo per costituirsi un …alibi culturale, ma credo anche per un segreto complesso di colpa : gli “esoterici”, con la loro purezza intellettuale e la loro onestà, sono quello che lui non è, ma che gli sarebbe piaciuto essere.

L’aspetto negativo dell’appartenenza a una Loggia “esoterica” è che, certe volte, avrete la sensazione di essere un po’ tagliati fuori dal “grande giro” e dalle …lotte per il potere, in quanto i grandi temi che agitano la vita di un Ordine massonico sono generalmente trattati in queste Logge in modo marginale e con scarso attaccamento : tenete presente tuttavia che, una volta entrati, potrete recarvi come visitatore in tutte le Logge che volete, o addirittura lasciare la Loggia che vi ha iniziato ed entrare a far parte di un’altra più affine ai vostri interessi, anche se questa viene considerata una scelta un po’ estrema.

Un altro fattore di cui dovete sempre tenere conto è che in Massoneria la gerarchia apparente non coincide con quella reale. Non sto dicendo che esista una gerarchia segreta nota solo agli alti livelli, come vorrebbero i complottisti (quella proprio non c’è !), ma che è vero quanto i Massoni ripetono spesso ai giornalisti senza essere creduti : ovvero che un titolo di Venerabile, “Trentatrè” o Gran Vattelapesca per quanto riguarda il “potere” della persona non dice molto, si tratta di definizioni strettamente pertinenti all’ambito rituale.

La gerarchia reale – in Massoneria come in politica e, a ben guardare, in tutte le forme di aggregazione umana – si rimodella ogni giorno nella forma di legami spontanei tra persone affini tra loro ; questi possono talvolta raggiungere le dimensioni di un’estesa rete, in grado di far sentire potentemente la propria influenza tanto nell’ambito dell’Istituzione quanto – in certi casi – anche a livello sociale. Nell’ambito di tali gruppi, ogni persona ha la possibilità di esercitare la propria influenza in base al suo talento, senza nessun bisogno che il suo “potere” sia necessariamente supportato da titoli altisonanti, emblemi o decorazioni.

Come ho già detto, il principale requisito richiesto a chi voglia entrare in Massoneria è di essere un uomo libero e di buoni costumi. Questa famosa e abusata definizione va riferita alla disposizione interiore del Massone : nessuno sarà iniziato se mostra di essere asservito a pregiudizi, fanatismi e passioni, e per quanto riguarda i buoni costumi piuttosto che verificare se avete preso una multa con l’autovelox si guarderà alla vostra capacità di rapportarvi con gli altri in modo schietto e positivo (anche se un certificato penale vi sarà comunque richiesto).

Perché l’approccio del profano con l’Istituzione sia coronato dal successo, la prima cosa necessaria è  che non vada allo sbaraglio buttandosi in pasto ai primi sedicenti Massoni che trova lungo il cammino : per chi opera in questo modo, il rischio di delusioni è alto. E’ bene piuttosto documentarsi attentamente su… cosa offre il mercato, facendoci nel contempo un’idea riguardo al tipo di esperienza che vogliamo vivere e dove la possiamo trovare.

Non voglio dire che sia possibile prevedere tutto ciò che vi accadrà : vista dall’interno,  la vera Massoneria è sempre molto diversa da come appare da fuori, e le sorprese non mancheranno comunque. Ma se vi regolate così, è le vostre possibilità di insuccesso saranno più limitate.

Una volta, l’unico modo possibile per entrare era conoscere personalmente qualcuno che già fosse Massone. Oggi invece si possono trovare in rete i siti di numerosi Ordini e anche di singole Logge, quindi chiunque può inoltrare una richiesta tramite internet a una  Loggia, o meglio all’Ordine da cui si sente attratto.

E’ molto importante valutare attentamente questa scelta : le pagine web si assomigliano tutte, ma le organizzazioni retrostanti sono ben diverse tra loro. E’ facile che il profano, abituato a figurarsi “la Massoneria” come un’unica entità, sottovaluti o addirittura ignori il fatto che esistono decine se non centinaia di Ordini massonici completamente indipendenti l’uno dall’altro, spendendo tempo e denaro per poi ritrovarsi intruppato nelle file di un’organizzazione non rispondente alle sue aspettative.

Per superare questo scoglio, è necessario innanzitutto chiarirsi le idee sulle tre fondamentali definizioni di Loggia, Ordine e Rito.

  • Una Loggia è un gruppo di Massoni che si riuniscono abitualmente insieme.
  • Gli Ordini (o Obbedienze o Orienti – questi tre termini con la “O” vengono usati più o meno come sinonimi) sono libere federazioni di Logge, che godono del reciproco diritto di visita e si sono date una struttura amministrativa comune. In ogni nazione massonica può essere presente un solo Ordine o molti, ma un solo Ordine per Stato gode del riconoscimento internazionale.
  • Riguardo ai Riti, la persona che vuole entrare in Massoneria per il momento li può ignorare, perché sono organizzazioni aperte ai soli Maestri.

Nella pratica, la comprensione da parte del profano di queste tre categorie è complicata da eccezioni e incongruenze : per esempio, anche le Logge lavorano secondo certi “riti” (con la “r” minuscola, ma una maiuscola per sbaglio ci può scappare), quindi se trovate in rete la pagina di una Loggia “di rito scozzese” non scartatela, quella vi può accettare ;  se invece vi imbattete nel sito del Rito Scozzese Antico e Accettato, quello NON vi può accettare perché non siete ancora Maestri. Un’eccezione a questa regola è costituita dal Rito Scozzese della Gran Loggia d’Italia (che NON è una Loggia, ma un Ordine), che ha autorità anche sull’Ordine.

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Comunque, se scartando i casi dubbi tenete a mente le tre distinzioni fondamentali (ve le ripeto ancora : Loggia, Ordine/Obbedienza/Oriente e Rito), dopo un pomeriggio passato a spulciare le pagine web della Massoneria comincerete senza dubbio a capirci qualcosa, e molte cose che ora vi sembrano confuse appariranno più chiare.

Adesso potete scegliere l’Ordine che fa per voi. I principali in Italia sono tre : il Grande Oriente d’Italia (GOI), la Gran Loggia d’Italia (GLDI) e la Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI). Tutti gli altri in cui potrete imbattervi sono molto piccoli e presenti su aree geograficamente ristrette.

Non vorrei suggerire l’idea che i piccoli Ordini non “lavorino bene”: anzi spesso lavorano meglio dei grandi, ce ne sono di piccolissimi cui va ascritto il merito di aver salvato antiche forme rituali che senza di loro sarebbero andate perdute ; però nell’ambiente dei “formaggiai” (così i Massoni dei grandi Ordini chiamano scherzosamente i Fratelli dei piccoli Ordini) si può trovare tutto e il contrario di tutto, da  “Massonerie” interamente dedite all’esoterismo a quelle votate agli affari o ad altro, e qualcuna di esse ogni tanto assurge agli onori della cronaca nera (purtroppo, a causa di carenze legislative, in Italia nulla impedisce a un qualsiasi gruppo di persone di costituire un’associazione e qualificarsi Massoni).

In linea di massima, per i piccoli Ordini vale ancora l’antica regola di entrarci soltanto se si ha già un amico dentro, che possa spiegarci in modo esauriente di cosa si tratta.

Riguardo ai tre Ordini principali, i loro siti web sono sicuramente attendibili e potranno fornirvi un’esauriente documentazione riguardo a ciascuno, permettendovi di farvi un’idea delle loro similitudini e differenze.

E’ bene comunque ricordare che ciascuno di essi comprende un’infinità di Logge molto diverse tra loro, le quali non necessariamente condividono l’impostazione generale dell’Ordine : si dice per esempio che la GLDI sia più incline all’esoterismo rispetto al GOI, ma in una Loggia della GLDI i cui membri sono in maggioranza commercianti di automobili è probabile che si parli più di automobili che di esoterismo (seppure in modo ben più interessante che in un autosalone), mentre di esoterismo se ne parla parecchio e bene in numerose Logge esoteriche del laico GOI.

La sola cosa riguardo alla quale troverete i siti ufficiali piuttosto reticenti è il discorso sulla regolarità dei tre Ordini, cui ho già accennato in un articolo specifico di questa rubrica. Per dirla in breve : la GLRI è attualmente depositaria del riconoscimento della Gran Loggia d’Inghilterra, che ne fa il solo Ordine massonico italiano riconosciuto a livello internazionale. Il GOI, tuttavia (che è di gran lunga il più grande e importante dei tre ; anzi è, si può dire, LA Massoneria italiana per eccellenza) è da tempo in trattativa per la restituzione del riconoscimento che gli è stato ritirato nel 1993, e si prevede che presto lo riotterrà.

Quanto alla GLDI, avendo scelto di accogliere nelle sue file anche le donne non può aspirare a essere riconosciuta come Massoneria ufficiale ; essa aderisce quindi al coordinamento mondiale delle Massonerie “irregolari” (è bene precisare che il criterio di regolarità di cui stiamo parlando NON si riferisce alla trasmissione iniziatica, che è valida per tutte e tre le organizzazioni, bensì soltanto alla loro rispondenza ai criteri tradizionali), il che la pone in contatto con un numeroso e variegato arcipelago di organizzazioni minoritarie di grande interesse dal punto di vista storico ed esoterico.

Scelto che avrete l’Ordine di vostro gusto, lo potrete contattare direttamente per lettera o email. Da questo punto in avanti, le procedure possono essere diverse : il percorso che traccio qui di seguito è quello standard, dal quale tuttavia i singoli Ordini si possono discostare.

Un Fratello della città da cui proviene la richiesta sarà incaricato di contattare il profano (cioè voi) ; questa persona sarà d’ora in poi il vostro “presentatore”. Verrà a cercarvi, e se l’impressione che gli farete sarà positiva vi farà compilare la domanda, che lui stesso presenterà alla Loggia che ritiene più adatta alla vostra natura, o (come più spesso avviene) alla sua stessa Loggia di appartenenza.

La domanda viene letta in Loggia, e se tutti i Fratelli sono d’accordo nel portarla avanti il Maestro Venerabile dà incarico a tre Fratelli di tegolare il profano : ovvero avvicinarlo e avere a loro volta un colloquio con lui.

Ripeto ancora : non è importante che il profano, nel corso di tali colloqui, dia prova di una buona conoscenza della Massoneria. E’ più importante che dimostri umiltà, rettitudine e buone capacità di relazionarsi positivamente con gli altri.

I tre Fratelli scrivono poi una relazione che si chiama sindacanza ; anche questa viene sottoposta alla Loggia, e se le informazioni sono buone il Maestro Venerabile dà via libera al Segretario per istruire la pratica.

Rientra in scena a questo punto il Fratello presentatore, che invita il profano a procurarsi i documenti richiesti, riscuote la somma necessaria per organizzare l’iniziazione (detta capitazione) e consegna il tutto al Segretario. Questi mette i documenti in una busta e li inoltra alla casa madre, dalla quale – secondo tempi e modalità che variano da un Ordine all’altro – ritornerà alla Loggia il brevetto timbrato e vistato per il futuro Apprendista..

Il Fratello presentatore avverte il profano di prepararsi, perché l’iniziazione è vicina. La sera stabilita lo conduce alla casa massonica, e dal momento in cui la porta di questa viene spalancata il suo compito è finito : la guida delle operazioni sarà d’ora in poi affidata al Fratello Esperto, che per prima cosa conduce il neofita a uno stanzino.

Se la Loggia lavora con il rituale scozzese, questo piccolo locale è detto Gabinetto di Riflessione : è qui che il neofita – nelle parole di Oswald Wirth – riceverà  il primo insegnamento massonico : per imparare a pensare, occorre esercitarsi nell’isolamento. Vi si perviene rientrando in se stessi, guardando dentro senza distrarsi con quanto avviene fuori.

Il Fratello Esperto si rivolge al neofita e gli dice :

Signore, é qui che voi subirete la vostra prima prova che gli antichi iniziati chiamavano: “La prova della Terra”. Per questo scopo é indispensabile che voi vi stacchiate da tutte le illusioni ingannevoli e, per rendervi sensibile materialmente a quello che deve realizzarsi in voi spiritualmente, vi prego di darmi quello che avete su di voi di prezioso, in particolare tutti gli oggetti di metallo che simbolizzano lo splendore ingannevole.

                                                             4

Il neofita gli consegna i metalli : ovvero l’orologio, il portafoglio, tutto il denaro che porta indosso,e ogni altro eventuale oggetto di metallo, proprio come avviene all’ingresso della zona transiti di un aeroporto.

Ora, Signore, sarete abbandonato a voi stesso, nella solitudine, nel silenzio e con questa flebile luce. Gli oggetti e le immagini che si offrono al vostro sguardo hanno un senso simbolico e vi inciteranno alla meditazione.

Questa tomba é il luogo della vostra morte filosofica. Voi redigerete un Testamento rispondendo per scritto ai tre quesiti che sono posti su questo foglio e formulando, di seguito, le vostre ultime volontà. Noi ritorneremo per ritirarle al momento opportuno.

Lasciato solo al fioco lume di una candela, il neofita comincia a guardarsi intorno. Si trova in uno stanzino dai muri pitturati di nero, il cui arredamento varia a seconda della tradizione in uso presso le varie Obbedienze.  In linea di massima, sulle pareti si possono trovare raffigurati :

  • uno Scheletro. Allude alla spoliazione che si deve compiere su sé stessi, raffigurata anche nella consegna dei metalli : per rinascere veramente, l’iniziato deve alleggerirsi delle impurità e degli errori della vita profana.
  • una Clessidra (raffigurazione di Saturno e quindi simbolo del Tempo, invito alla Pazienza ed alla Tolleranza) ;
  • un Gallo (il risveglio delle forze, l’azione, l’elemento Fuoco ; la fine della notte ed il trionfo della Luce sulle Tenebre).

Questi tre simboli insieme raffigurano il ciclo perenne ed immutabile della vita.

Inoltre la formula ermetica V: . I : . T : .R:. I : .O : .L : . : Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem : visita l’interno della terra, e seguendo la retta via scoprirai la pietra segreta (presso un’Obbedienza minore di ispirazione occultista la formula è VITRIOLUM, con l’aggiunta : Unicam Medicinam).

Sono anche impresse queste frasi :

Se la curiosità ti ha condotto qui, vattene.

Se temi di mettere a nudo i tuoi difetti, starai male tra noi.

Se sei capace di dissimulazione, sarai scoperto.

Se tieni alle distinzioni umane, esci : qui non se ne conoscono.

Se la tua anima ha provato spavento, non andare oltre.

Se perseveri sarai purificato dagli Elementi, uscirai dall’abisso delle Tenebre e vedrai la Luce.

E’ questo il viaggio agli Inferi , le cui analogie con la prima fase della Grande Opera offrono validi argomenti a chi sostiene l’identità tra il concetto massonico di pietra cubica e la Pietra dei Filosofi. Sul  tavolino messo a disposizione del neofita per la stesura del Testamento, si trovano disposte tre piccole coppe che contengono i tre elementi del ternario ermetico :

Zolfo (energia espansiva o centrifuga, che parte dal centro d’ogni essere – nel simbolismo del Tempio massonico, la colonna J) ;

Mercurio (energia centripeta – la colonna B) : nel Gabinetto di Riflessione viene rappresentato con della sabbia di mare, e a proposito di questa sostituzione molto è stato scritto. C’è chi sostiene che la ragione principale vada ricercata nel fatto che la sabbia di mare è sterile, a significare che la rinascita innescata dall’iniziazione non concerne il piano fisico ; da parte mia, sarei piuttosto incline a scorgere un collegamento tra il mare come fonte della vita organica e il concetto hegeliano di antitesi, ovvero la percezione illusoria della realtà in forma frammentata (i granelli – le forme innumerevoli della vita) che l’iniziazione consente di trascendere e superare.

Sale (equilibratore delle due energie citate mediante il principio della cristallizzazione, parte solida dell’essere – sintesi ).

Sul tavolino è anche disposta la Candela accesa, infilata in una Bottiglia di cristallo verde : questa evoca il simbolo della Luce che splende nelle Tenebre. C’è anche un Teschio, uno Specchio, del Pane raffermo e una brocca d’Acqua ; questi ultimi richiamano il concetto dell’Essenzialità, atta a soddisfare i bisogni della vita materiale.

Dopo aver riflettuto su tutti i simboli che gli stanno intorno, il profano ha a sua disposizione una penna e un foglio per scrivere il suo Testamento, ovvero rispondere a queste tre domande in una :

Quali ritiene che siano i suoi doveri verso Dio, verso sé stesso e verso i suoi simili?

Il Testamento non è una semplice formalità : soltanto dopo la sua lettura e approvazione da parte dei membri della Loggia si potrà definitivamente votare l’ammissione nel Tempio del nuovo Fratello, dando così inizio al vero proprio rito d’iniziazione. Ma sulla soglia del Tempio, io devo lasciare il lettore.

 

Daniele ,Mansuino ( con la collaborazione di Giovanni Domma )

Il GREMBIULE MASSONICO

Grembiule Massonico 1826

 

IL  GREMBIULE  MASSONICO

 

Per quanto il grembiule sia forse il più caratteristico segno distintivo del Libero Muratore, non se ne parla molto : altri accessori e attrezzi massonici sono stati studiati di più.

 

Capita quindi che certi Fratelli indossino il grembiule senza sapere nulla del suo significato ; capita  talvolta che qualcuno arrivi a una data riunione indossando il grembiule… sbagliato ; capita che se un Fratello indossa un grembiule insolito, tutti si affollino intorno a lui per chiedere chiarimenti, perché non dispongono delle nozioni per trovarne da soli il significato.

 

Riguardo all’uso del grembiule, mancano perfino le nozioni più elementari. Pochissimi, per esempio, sanno che tutti e tre i grembiuli dei grado azzurri possono essere usati anche capovolti, quando si svolgono determinati lavori di colore nero.

 

Questo modesto articolo non pretende certo di ovviare a tutte le lacune, ma vuole instillare l’idea che lo studio del grembiule va perfezionato ; non sarebbe neanche male se, oltre ai cataloghi di grembiuli disponibili in rete ad opera delle ditte di oggettistica massonica, qualcuno si occupasse di creare un sito che fornisca un panorama dei principali tipi di grembiule del mondo (esiste in inglese ed in francese qualcosa che ci si avvicina, ma che io sappia in italiano proprio non c’è).

 

Ogni Ordine massonico ha tre grembiuli per i tre gradi azzurri, e quasi tutti ne hanno anche un quarto per il Maestro Venerabile. Il giorno in cui, auspicabilmente, la dignità di Maestro Venerabile Installato dovesse diventare un grado a tutti gli effetti, per avere il totale dei tipi di grembiule esistenti il numero delle centinaia di Ordini massonici andrebbe moltiplicato almeno per quattro, e al prodotto andrebbe aggiunto il numero di quei molti Ordini che hanno anche un grembiule riservato all’Ex-Venerabile.

 

Ancora, al risultato andrebbero aggiunti i grembiuli che in molti Ordini sono riservati alle Luci e/o agli Ufficiali di Loggia ; i grembiuli in uso presso le Gran Logge ; i grembiuli in uso nei Riti (alcuni dei quali giungono a un massimo di 105 gradi : sebbene non tutti siano effettivamente praticati, anche i gradi “virtuali” hanno teoricamente il loro grembiule) e vari tipi di grembiule sui generis , che vengono indossati in occasioni particolari o rilasciati in abbinamento con qualche onorificenza.

 

Per quanto incalcolabile, il numero complessivo dei tipi di grembiule esistenti arriva così a parecchie migliaia ; anche se, in pratica, i grembiuli di Apprendista e Compagno sono quasi identici presso tutti gli Ordini, mentre quello di Maestro varia generalmente solo per il colore, e soltanto raramente per i simboli su di esso raffigurati.

 

Il simbolismo espresso nei grembiuli è stato giustamente accostato a quello del Quadro di Loggia : infatti molti simboli presenti in quest’ultimo sono spesso raffigurati sui grembiuli degli “alti gradi” e sui grembiuli d’onore.

Un vero e proprio caso limite è il grembiule Lafayette, ricamato su raso bianco dalla consorte del famoso rivoluzionario e considerato il più bel grembiule massonico di tutti i tempi ; Lafayette lo fece preparare per farne dono a George Washington, cui infatti fu consegnato nell’agosto del 1784. Affidato poi alla Gran Loggia della Pennsylvania, è ora esposto presso la casa massonica di Philadelphia.

E’ bordato di rosso, bianco e azzurro, e su di esso sono finemente raffigurati praticamente tutti i simboli principali della Massoneria : l’Occhio Onniveggente, i Raggi (o Gloria), l’Arcobaleno, la Luna, le Colonne di Enoch, le Colonne B e J, la Colomba, la Quarantasettesima Proposizione di Euclide, la Speranza, il Filo a Piombo, la Scala di Giacobbe, la Squadra Delimitata, le Tre Luci, la Cazzuola, il Pentalfa, il Pavimento a Scacchi, i Gradini, il Libro Sacro, la Bara, il Teschio e le Ossa Incrociate, il Ramo d’Acacia, la Squadra, il Compasso, il Muro di Mattoni, l’Arco, il Maglietto, le Chiavi Incrociate, la Misura di 24 pollici, la Spada puntata al Cuore, il Fiocco, la Livella, il Sole, la Stella di Davide, le Lettere e l’Alveare.

Nel revival della Massoneria filoreligiosa che ebbe luogo (soprattutto in Inghilterra) nel XIX° secolo, ebbe luogo una vera e propria gara a scovare per tutti i simboli della Massoneria origini bibliche. Così, le radici del grembiule massonico furono individuate in Genesi, 3: 21 (Il Signore Iddio fece per Adamo e per sua moglie delle tuniche di pelle e li rivestì), in Numeri, 15: 38  (Parla ai figli di Israele e dì loro che si facciano dei fiocchi agli angoli dei loro mantelli, e li fissino con un filo di porpora a ogni angolo del mantello) e in Genesi 3: 7 (la foglia di fico di Adamo ed Eva !).

 

In questa tendenza vanno inquadrate anche le disquisizioni sul grembiule di George Oliver (che pure non è il peggiore dei teorici della Massoneria) quando scrive che “…il grande disegno del grembiule è di indicare una divisione figurativa del corpo umano in due parti distinte ; separando la porzione nobile, che contiene la testa ed il cuore, in quanto sedi della ragione e dei sentimenti, dalle parti più basse e corporee, intese meramente a soddisfare le funzioni carnali della natura ; e mentre l’uomo spirituale sta eretto e aperto alla vista, l’uomo naturale è velato nell’oscurità, affinché nessun impedimento possa interrompere le richieste e i propositi speculativi della Massoneria.” Mi chiedo se Oliver, per salvare i Massoni dall’impedimento delle funzioni carnali, non abbia anche accarezzato l’idea di segarli in due.

 

In realtà, per comprendere il simbolismo del grembiule non è necessario né scomodare la Legge e i Profeti, né supporre che la pratica della Massoneria strappi l’uomo alla Terra per confinarlo nel limbo di una malintesa “spiritualità” ; ci basta sapere che il grembiule massonico è il simbolo del lavoro, primo dovere e massima consolazione dell’uomo.

 

La sua origine è nell’umile grembiule da lavoro dei costruttori del Medioevo, sia pure con l’avvertenza che anche ai giorni della Massoneria operativa un Massone era già qualcosa di diverso da un normale muratore : i riti di iniziazione, i segni, i toccamenti, le parole di passo e l’usanza di differenziare i tipi di grembiule per riconoscersi erano già presenti.

Prese forma in quel tempo il simbolismo collegato al grembiule, composto da una base quadrata (4) e una bavetta triangolare (3), la cui somma è 7, in omaggio ai sette livelli di conoscenza cui si perviene mediante la pratica delle Arti Liberali (Grammatica, Retorica, Oratoria, Aritmetica, Geometria, Musica, Astronomia ).

In virtù di questi numeri, il grembiule massonico perfetto dovrebbe essere quadrato e con il lato di 43 centimetri, ma è una tradizione che viene raramente rispettata. Venuta meno la sua funzione protettiva, tra il 18° e il 19° secolo le sue dimensioni furono portate a circa 35-40 cm sia di altezza che di larghezza, numeri che esprimevano approssimativamente quella che era considerata l’età giusta per accedere ai misteri dell’iniziazione.

Seguono qui alcuni accenni al simbolismo dei grembiuli relativi ai gradi azzurri e a quello del Maestro Venerabile Installato.

Il grembiule in grado d’Apprendista

Nei cantieri operativi gli Apprendisti erano detti anche Pesatori, perché il loro compito principale era  quello di pesare le pietre ; questo comprendeva anche il primo lavoro di sbozzatura, abbastanza pericoloso, perché il rischio di ferirsi con le schegge era piuttosto alto.

 

Questa è la ragione per cui il grembiule di Apprendista, a differenza di quelli di Compagno e Maestro, porta la bavetta rialzata, in modo di proteggere almeno parzialmente anche il petto.

 

In Massoneria speculativa, un significato simbolico annesso a questa usanza è che nell’Apprendista il ternario superiore (lo spirito, la triade, la trinità, il tre, padre-madre-figlio) non è ancora penetrata nel quaternario inferiore  (il numero quattro, il quadrato, i quattro elementi di natura, i quattro poli, la materia). Siamo di fronte, come si vede, a un’interpretazione su cui George Oliver avrebbe qualcosa da ridire ; a testimonianza del fatto che il simbolismo massonico parla in modo diverso al cuore delle persone secondo le tendenze della loro individualità, e che avventurarsi troppo lontano nel campo della pura “spiritualità” comporta il rischio di fare ideologia fine a sé stessa e di creare motivi di confusione.

Il grembiule da Apprendista è tutto bianco (anche i bordi) quando la bavetta è alzata , perché egli deve imparare che le azioni del Libero Muratore debbono essere  sempre pure, e che egli mai deve macchiarsi di iniquità ; invece il retro è sempre tutto nero. L’accoppiata di questi due colori come il Quadrilungo (Pavimento a Scacchi) del Tempio massonico, come i guanti e la clamide, ricorda la dualità del mondo materiale. Tutto questo costituisce l’abito fisico del Massone.

Il quaternario tradizionalmente associato al grembiule dell’Apprendista è quello delle quattro qualità elementari : Freddo, Umido, Secco e Caldo, ovvero l’itinerario dei quattro viaggi additati ai Massoni durante l’Iniziazione, che riproducono in chiave ermetica il lavoro alchemico legato alla trasmutazione dei metalli.

 

Il grembiule in grado di Compagno d’Arte

 

Nella Massoneria operativa il Compagno era detto anche Scalpellino. Nella Massoneria speculativa, ha diritto di sedere alla colonna J e ha diritto di parola.

Al termine del rituale di passaggio, il nuovo Compagno riceve dal Maestro Venerabile un nuovo Grembiule, la cui decorazione può variare a seconda degli Ordini. Il tipo standard è bianco, bordato di verde ; la bavetta triangolare nera è abbassata e a sua volta bordata in verde.

Il grembiule da Compagno può talvolta essere ornato da due rosette di colore azzurro posizionate nella parte inferiore, una a destra e l’altra a sinistra.

Il colore verde delle bordature si riferisce all’elemento alchemico del Vetriolo, cui ho già accennato nell’articolo Entrare in Massoneria in quanto rappresentato nel Gabinetto di Riflessione sotto l’acronimo V:. I:. T:. R:. I:. O:. L:. .

Il Vetriolo, o Smeraldo dei Filosofi, rappresenta il perfetto equilibrio tra Spirito e Materia ( o per i Massoni di indirizzo laico, tra Essere e Coscienza).

In Ermetismo una delle sue rappresentazioni più diffuse è la Stella Fiammeggiante, cui nel 1766 un esponente della Scuola Ermetica Napoletana, il Barone Henri Theodore De Tschoudi (1724-1769) dedicò il suo capolavoro : Il Catechismo massonico della Stella Fiammeggiante. Il grande successo di questo libro influì non poco nel fare della Stella Fiammeggiante il simbolo per eccellenza del grado di Compagno.

Il quaternario del suo grembiule è quello dei quattro elementi : Aria, Acqua, Terra e Fuoco. I quattro animali associati ai quattro elementi sono comunemente attribuiti ai Quattro Evangelisti (Marco il Leone, Matteo il Toro, Luca l’Angelo, Giovanni l’Aquila), ma come è noto si riferivano in origine ai quattro segni zodiacali fissi, o Porte del Sole : Leone (Fuoco), Toro (Terra), Acquario (Aria) e Scorpione (Acqua).

Questi riferimenti zodiacali vanno a sommarsi con numerosi altri simboli del grado di Compagno legati al “pensiero lineare”, ovvero al ciclo del Tempo : a partire dal sistema binario evocato dai due colori del grembiule per passare ai riferimenti storici enumerati durante il rito di passaggio (nel corso del quale il Compagno impara simbolicamente a “leggere”), al simbolismo della Stella Fiammeggiante, che è collegata all’illuminazione della mente (e quindi all’uomo “visivo”), alla lettera G (ancora l’alfabeto) eccetera : non si finirebbe mai di elencarli.

Come accennato nel articolo “McLuhan e la Massoneria”, mi sembra plausibile che lo studioso canadese dei media sia stato influenzato da queste osservazioni nel tratteggiare la sua teoria sulle tre successive fasi storiche della comunicazione umana (la prima a prevalenza auditiva, la seconda a prevalenza visiva, la terza una sintesi di entrambe), che a mio avviso nella storia delle organizzazioni iniziatiche corrispondono a tre periodi successivi ben distinguibili : sciamanesimo, esoterismo e  sciamanesimo “di ritorno”.

Il grembiule in grado di Maestro

L’Architetto Hiram Habif dirigeva i lavori di costruzione del primo Tempio di Gerusalemme. Era Maestro e guida morale dei costruttori minori d’ogni grado. Aggredito da tre Cattivi Compagni, sacrificò la propria vita per mantenere il segreto sui lavori compiuti, diventando il simbolo della maestranza spirituale dell’Ars Muratoria.

Il compito del Maestro Massone operativo era rettificare i lavori ancora imperfetti e rifinire le sculture più difficili. Era affiancato da un Parlatore, antica figura che accomunava i doveri dell’attuale Oratore e dei due Sorveglianti : quando quest’ultimo batteva due colpi di martello su una tavola era perché stava per trasmettere un ordine del Maestro, quando ne batteva tre era per chiamare un Compagno a rapporto.

Nella Massoneria speculativa il Maestro d’Arte ha il diritto di parlare e di sedersi dove vuole, nonché varie prerogative decisionali legate all’amministrazione della Loggia e dell’Ordine.

Il modello di grembiule da Maestro più diffuso nella Massoneria di rituale scozzese è di colore bianco, bordato di rosso fuoco, con tre rosette ed un bottone rosso in centro ad ogni rosetta ; deve anche avere due nastri rossi pendenti sui due lati, da cui pendano a loro volta sette catenelle dorate aventi in fondo una pallina. Il retro è di colore nero.

Secondo i diversi rituali, il grembiule può essere di altri colori : quello per il rituale Emulation, ad esempio, è azzurro.

Le tre rosette raffigurano il simbolo dei Tre Punti, disposti sui vertici di un immaginario triangolo equilatero (o comunque isoscele) con la punta rivolta verso l’alto. La letteratura massonica sul simbolo dei Tre Punti è talmente vasta che non provo neanche a esplorarla, in considerazione oltretutto che moltissime delle corrispondenze simboliche loro attribuite sono, dal punto di vista esoterico, piuttosto dubbie.

Salverei ovviamente quella con le Tre Luci (Sapienza, Forza e Bellezza : i guenoniani preferiscono enunciarle in questo ordine, e credo che su questo punto abbiano ragione) e anche quella con l’altro grande ternario : Libertà, Eguaglianza e Fratellanza – uno dei simboli Massonici più orrendamente sottovalutati dai Fratelli di indirizzo esoterico, in forza di quel pregiudizio nei confronti dell’azione esoterica applicata al sociale che non mi stancherò mai, nei miei articoli, di denunciare.

Entrambi i ternari sono riconducibili al ternario ermetico : ovvero alla Legge del Tre, che con la Legge del Sette forma il grande, instancabile motore di tutte le forme esoteriche più o meno direttamente derivate dallo sciamanesimo, quale è appunto la Massoneria.

Ho già trattato della Legge del Tre in molti articoli ; qui di seguito, alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo, mi limito a citare le sue principali corrispondenze ermetiche.

Zolfo – Caldo – Rosso – Principio fecondante – Principio maschile – Sapore – Fermentazione – la Tesi.

 

Mercurio – Umido – Blu – Principio generante – Principio femminile – Odore – Evaporazione – l’Antitesi.

 

Sale – Secco – Giallo – Principio coesivo – Principio unificante – Forma – Coagulazione – la Sintesi.

 

Non tutti sanno che i due nastri laterali del grembiule di Maestro, portanti ciascuno una frangia dorata con sette pendenti, ricordano le Colonne di Enoch, dalle quali deriva il simbolo massonico delle Colonne B e J. Mi chiedo chi e quando si dedicherà a fare un libro per raccogliere tutte le leggende dell’antica Massoneria, che sono a mio insignificante giudizio le più belle del mondo.

 

Il mitico patriarca edificò prima del Diluvio due Colonne : una in marmo per resistere al fuoco, l’altra in bronzo per contenere l’acqua. Su una trascritte le Sette Arti, sull’altra le Sette Scienze, che furono in questo modo preservate dall’oblio.

 

Le ritroviamo oggi alla soglia del Tempio, ornate al sommo da due Globi che rappresentano uno la Pace e l’altro l’Abbondanza.

 

Infine, il quaternario legato al grembiule di Maestro è quello dei punti cardinali.

Il grembiule del Maestro Venerabile Installato

E’ identico a quello del Maestro, salvo che nella raffigurazione dei Tre Punti le rosette sono sostituite da tre lettere T  rovesciate (talvolta, le due T laterali sono sostituite dalle lettere M e B, emblema della Parola Perduta).

Il disegno formato dalle tre T rovesciate viene chiamato Triplice Tau, causando perplessità nei Fratelli che conoscono il greco, i quali sanno bene che la lettera Tau (simbolo-cardine dell’Arco Reale) assomiglia semmai a una T diritta, non certo a una T rovesciata.

La spiegazione del mistero è poco nota (in rete, per esempio, non l’ho trovata da nessuna parte) ed è questa : ciascuna delle T è in realtà una semplificazione del simbolo della Triplice Tau, consistente di tre lettere T unite per la base : due disposte in senso orizzontale (che formano cioè una lettera H molto larga) e una verso l’alto, con la base nel punto medio del braccio orizzontale della H.

In altre parole, le tre T di ogni Triplice Tau sono state private del tratto orizzontale e mutate in tre I ; in questo modo, la loro unione per la base viene ad assomigliare a un T (o un Tau) rovesciato.

Tornando al simbolo della Triplice Tau nella sua integrità, è da notare che basterebbe aggiungergli una quarta T orientata verso il basso per trasformarlo in una “croce di Gerusalemme” (detta anche “Croce Templare”) nella sua variante nota come  flyfot, che è priva del tratto superiore delle braccia.

L’ipotesi dell’origine templare del Triplice Tau parrebbe confermata dal poco che si conosce circa le origini di questo simbolo, che fu kshatrya fin dagli inizi. Già il Tau da solo veniva usato nello sciamanesimo preistorico per riti magici legati alla guerra e alla caccia ; per gli antichi Greci era un simbolo della Vita, e presso alcune tribù nomadi un Tau veniva tracciato sulla fronte dei guerrieri di maggior valore.

Il primo riferimento al Triplice Tau come simbolo massonico è contenuto nel manoscritto Trinity College del 1711, nel quale appare corredato dalla frase Under no less a penalty. In questo e altri documenti antichi, la Triplice Tau appare chiaramente formata da una lettera T sovrapposta alla lettera H, il che potrebbe voler significare Templum Hierosolymae, Tempio di Gerusalemme.

 

Un argomento in favore di questa tesi è che in alcuni disegni dal braccio del Tau inferiore di destra si diparte una E : Templum Hierosolymae Eques, Cavaliere del Tempio di Gerusalemme, era il modo in cui si firmavano i Templari.

Le prime raffigurazioni del simbolo attualmente raffigurato sui grembiuli – che, più che Triplice Tau, andrebbe battezzato Tre Triplici Tau Semplificate – compaiono nell’iconografia massonica a partire dal 1817. Nel 1830, portata finalmente a termine la faticosa riunificazione dei rituali Antient e Modern, la versione semplificata venne adottata come simbolo ufficiale.

La storia non lo dice,  ma è facile ipotizzare qualche malumore da parte degli Antients, che avevano tutte le ragioni per ravvisare una deliberata provocazione nel fatto che ai tre Triplici Tau fossero state di fatto sostituite… tre Tau rovesciate.

Comunque, è bene sottolineare che nella tradizione massonica antecedente alla semplificazione tanto il punto di innesto delle braccia di un singolo Tau  quanto il punto da cui originano le tre braccia del Triplice Tau simboleggiavano la stessa identica cosa (il luogo dove fu nascosta la Parola Perduta), quindi la rimozione delle braccia orizzontali delle tre T non ha minimamente alterato il simbolo preesistente. A questo si può aggiungere che non si tratta assolutamente di un simbolo collegato all’orientamento :  non più di quanto non lo sia, se mi si perdona il paragone irriverente, la freccia che indica l’ingresso di una trattoria.

Non direi proprio, quindi, che ci troviamo di fronte a un’inversione del simbolismo tradizionale, argomento che a tratti ritorna nelle polemiche sul Triplice Tau sollevate da Fratelli tradizionalisti. In queste faccende, prima di sparare accuse a vanvera è sempre opportuno documentarsi bene.

La verità è che il simbolismo massonico, se viene sfrondato dalle eccessive influenze ricevute dalle religioni nel corso della storia, ben lungi dal perdere Sapienza, Forza e Bellezza ne guadagna ancora di più ; perché si riavvicina alle sue origini sciamaniche, quando la vera Massoneria era la sola fonte di conoscenza sulla faccia della Terra.

Questo è il messaggio di cui vorrei che il mio lettore si ricordasse ogni qualvolta contempla il grembiule di un Maestro Venerabile Installato.

Questo è anche il messaggio velato dal suo quaternario, che è quello delle quattro ere : Oro, Argento, Bronzo e Ferro.

Al simbolismo delle quattro ere pensavano forse anche i Moderns in quei giorni lontani ; con magica audacia, scegliere di capovolgerne il corso. E suggellare la Piramide dei gradi dell’Ordine con un quarto grado che incarni la promessa di una futura Età dell’Oro.

 

  (di Daniele Mansuino e Giovanni Domma)                                              

 

Giovanni Domma (Cosenza 1941- ) ricopre un incarico massonico a livello internazionale. I suoi interessi vertono soprattutto sullo studio della ritualità dei gradi azzurri nella Massoneria antica.

 

SVOLTA  IMPORTANTE  NEL  GRANDE  ORIENTE  D’ ITALIA

L’articolo a sua firma, pubblicato in questa rubrica a dicembre, ha portato fortuna al Risp.mo Fr. Giovanni Domma …e anche a me.

Dal 2 gennaio, l’Editore ha dato il via alla prevendita del libro Massoneria del Marchio, che abbiamo scritto insieme – il primo in Italia su questa importante forma di Massoneria inglese, che solo ora sta cominciando a diffondersi anche da noi. Questo ci ha dato nuovo ottimismo, e mai avremmo pensato che di lì a pochi giorni una notizia ancora più bella dovesse arrivare.

Come ben sanno i miei lettori più affezionati, fin dal 2005 Giovanni ha intrapreso una campagna perché il Grande Oriente d’Italia tornasse a praticare l’Installazione dei Maestri Venerabili, come è prescritto dalla tradizione massonica anglosassone e in Italia non usa più.

Enorme è stata in questi anni la mole di lavoro da lui svolta, visitando le Logge dal Piemonte alla Calabria, parlando di questo argomento con Fratelli di tutti i gradi e rango e ovunque riscuotendo consensi ed incoraggiamenti.

E tuttavia, sull’esito finale della sua impresa io – lo confesso – sono sempre stato abbastanza scettico : perché, per quanto la Massoneria sia democratica, è ben difficile che l’inserimento e la ripresa di una cerimonia così importante – messa in disuso ormai da moltissimi anni – possa avvenire in seguito a un movimento d’opinione proveniente dalla base ; o perlomeno, qualche volta in passato è accaduto, ma su tempi lunghissimi.

Quindi, che i nostri articoli potessero cambiare la storia della Massoneria era quanto di più lontano dai miei pensieri, e – sebbene non si contassero gli email di Fratelli che ci spronavano ad andare avanti – il sostegno che la nostra rubrica ha fornito da quattro anni alla causa del Fratello Domma non ha mai rappresentato per me niente di diverso dall’aiuto a un amico che si batteva per una causa giusta.

Ebbene, Giovanni nei primi giorni dell’anno nuovo ha ricevuto una telefonata : era un alto dignitario del Grande Oriente d’Italia, che lo invitava a presiedere la prima tornata in camera capitolare di un’Officina del GOI di rituale scozzese, nel corso della quale sarebbe stato ritualmente consacrato il Maestro Venerabile.

Beh, cosa posso dire ? Siamo stati noi (grazie anche a Ivo, il webmaster di Riflessioni, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo). O per meglio dire : siamo stati soprattutto noi, perché da queste pagine sono passati quasi tutti i Fratelli – ben più illustri di me – che a fianco di Giovanni hanno condotto e vinto questa battaglia.

Chi voglia accertarsene non ha che da scorrere gli altri nostri articoli, in molti dei quali abbiamo argomentato (talvolta forse con eccessiva veemenza e argomenti… traballanti) quanto fosse del tutto evidente l’opportunità che il Grande Oriente adottasse tale pratica ; ma all’inizio era evidente solo agli occhi di noi due (perché entrambi, in un modo o nell’altro, c’eravamo creati una modesta esperienza di Massoneria internazionale), e del tutto sconosciuta alla maggior parte dei Massoni italiani.

 

Adesso le cose stanno cambiando con grande rapidità. La Lombardia è la prima regione che ha cominciato a consacrare i Maestri Venerabili anche nelle Officine che lavorano con il rituale scozzese, rispolverando una secolare tradizione muratoria e riscoprendo l’istituto dei Capitoli : camere superiori costituenti un’emanazione delle Logge, nelle quali possono lavorare solo i Maestri Venerabili Installati.

 

Va anche sottolineato che, nel nuovo rituale – messo in opera per la prima volta nella Casa Massonica di Milano la sera del 7 gennaio 2010 – al termine Installazione si è voluto sostituire Consacrazione : con questa scelta a mio giudizio felice, si sottolinea che la sua adozione non significa in alcun modo una presa di distanza dalla tradizione massonica scozzese.

 

In quell’occasione, dopo la regolare tornata si è provveduto a elevare la Loggia in camera capitolare alla presenza di soli Maestri Venerabili ed Ex-Maestri Venerabili Consacrati ; dopo di questo, al nostro Rispettabilissimo Fratello Giovanni Domma – visibilmente commosso – è stata affidata la conduzione della parte rituale.

 

Prima della Chiusura, ai sei nuovi Maestri Venerabili Consacrati sono stati rilasciati i brevetti che consentiranno loro di poter attestare in futuro gli indelebili poteri che con la dignità di Venerabile hanno acquisito : poter lavorare in Camera Capitolare, e soprattutto poter creare nuovi Massoni.

 

Questo dei brevetti può sembrare un dettaglio secondario, ma mediante tale atto il Grande Oriente riconosce alla figura del Maestro Venerabile uno status distinto da quella del Maestro, conformandosi in questo modo a quello che da più parti viene ormai considerato un requisito della regolarità massonica internazionale.

 

Precisiamo meglio : a differenza della Massoneria britannica, gli Ordini massonici di preponderante indirizzo scozzese-latino non installano abitualmente i Venerabili, e non per questo sono considerati irregolari ; difatti, lo stesso GOI poté godere del riconoscimento britannico dal 1972 al 1993.

 

Nell’ultimo trentennio, però, molte cose sono cambiate : gli accresciuti contatti tra i Massoni (che viaggiano di più, o – come usa fare il Fratello Domma – navigano nell’oceano delle pagine sulla Massoneria reperibili in rete) hanno incoraggiato la diffusione delle varie forme rituali anche in Paesi dove prima non erano praticate, e oggi nessuna Massoneria può dirsi in toto britannica o scozzese.

 

Da questo mutevole quadro è emerso con chiarezza che, per quanto entrambi i modelli vadano bene se applicati a una singola Loggia, per quanto concerne la struttura generale dell’Ordine ce n’è uno che funziona meglio degli altri, ed è quello inglese.

 

Per esempio : nella Massoneria inglese, il Maestro Venerabile Installato ha la possibilità di accedere a un sistema di camere superiori con ampi poteri decisionali, cui l’accesso è automatico ; questo riduce (per non dire che la esclude) la possibilità che possano formarsi alleanze suggerite da interessi profani, al fine di favorire la carriera di chi è “nella manica” e umiliare i migliori.

 

Sebbene non esistano atti ufficiali a riguardo, ormai da tempo la Gran Loggia Unita d’Inghilterra si è orientata verso il concedere il proprio riconoscimento solo alle Massonerie strutturate secondo il suo stesso modello ; spesso sorvolando su altri fattori importanti come il loro prestigio storico, la loro consistenza numerica, la loro diffusione sul territorio.

 

Così in Italia, dove la Gran Loggia Regolare d’Italia – attuale beneficiaria del riconoscimento inglese – è un piccolo Ordine di recente costituzione, mentre il Grande Oriente d’Italia, nonostante la sua lunga e gloriosa storia, è considerato irregolare.

E’ questa una situazione che la maggior parte dei Massoni del GOI vive con profondo dolore, e la speranza che possa essere risolta in tempi brevi (quanto brevi possono essere i tempi massonici) non è mai venuta meno.

Nella serata del 7 gennaio, tra i tanti interventi di soddisfazione ed elogio, qualcuno – nel ricordare che la Consacrazione dei Venerabili è da sempre un atto di normale amministrazione presso le Logge di rito Emulation operanti nel GOI – ha auspicato che, in seguito alla sua estensione alle Logge scozzesi,  la restituzione al GOI del riconoscimento britannico sia ormai alle porte.

La scissione del 1993 tra il GOI e la GLRI fu traumatica, e ha lasciato molte ferite tuttora aperte – il clima, diciamolo, non è per niente di buona cuginanza ; nulla potrebbe darmene visione più chiara degli email che ricevo da entrambe le parti.

Ma tutto questo DEVE finire : o saremo capaci di tornare ad abbracciarci con vera Fratellanza, o non potremo mai definirci buoni Massoni. Il traguardo cui dobbiamo aspirare è il ricongiungimento del GOI e della GLRI in una Massoneria eticamente rigenerata.

La storia va avanti piano – per il momento il ruolo di Maestro Venerabile Consacrato configura nel GOI soltanto un’opportunità facoltativa cui qualunque Venerabile o Ex-Venerabile può accedere, non certo ancora un ruolo fondamentale in seno all’Ordine. Ma è un piccolo passo verso il giorno in cui il Grande Oriente d’Italia sarà governato da un sistema di camere superiori, in grado di portare anche la voce delle piccole Officine ai più alti livelli.

Ad oggi, l’ostacolo più grande perché questo possa compiutamente avvenire è dato dall’opposizione – moderata e ragionevole, in verità – da parte di quei Fratelli che temono di veder stravolta in seno al GOI la tradizione scozzese. In altri articoli ho sottolineato come, a mio giudizio, questi timori siano infondati, ed è bene sottolineare anche qui come nel modello inglese sia data piena libertà alle Logge di lavorare secondo il rituale preferito.

Cosa è cambiato ora nel GOI ? Per quanto concerne il lavoro delle Officine, praticamente nulla : il rapporto che legherà la figura del Maestro Venerabile Installato ai Maestri di Loggia è in tutto e per tutto simile a quello del Maestro Venerabile scozzese, fondato cioè sulle regole della fraternità e della democrazia diretta. Ma d’ora innanzi, se a quello stesso Maestro Venerabile accadrà di recarsi all’estero e visiterà una Loggia di rito inglese, non rischierà più di essere cortesemente invitato a uscire dal Tempio se il programma dei lavori prevede anche un’Installazione : le molte piccole amarezze toccate in passato a Massoni italiani per questo motivo ci saranno risparmiate, e una maggiore voce in Capitolo del GOI a livello internazionale è preciso interesse di tutti noi, scozzesisti o meno.

 

Al termine della cerimonia del 7 gennaio, molti eminenti rappresentanti del GOI hanno espresso compiacimento e soddisfazione. Uno di questi ha ringraziato il Fratello Giovanni Domma per aver imposto il tema della Consacrazione all’attenzione del Grande Oriente d’Italia tutto, e in modo particolare ai più illustri e autorevoli Fratelli,i quali non hanno mancato di profondere in suo favore il loro spessore culturale e la loro profonda conoscenza della storia e delle tradizioni massoniche.    

Tutti lo hanno invitato ad andare avanti nel lavoro di Consacrazione dei maestri Venerabili delle Logge, che molto probabilmente – quando leggerete questo articolo – sarà già stato posto in atto, da lui o da altri Fratelli che ne abbiano il titolo, in numerosi Orienti.

 

Mi si impone un pensiero : nelle persone di Giovanni e dei suoi collaboratori, la Massoneria del 2010 ritorna ai giorni eroici della Loggia Itinerante del Cheshire, quando gruppi di appassionati Fratelli macinavano a proprie spese centinaia di miglia, ripagando soltanto dalla gioia e dall’onore indescrivibili di trasmettere ai Fratelli la Luce di un grado nuovo.

 

In quel caso, si trattava del grado del Marchio ; in questo caso propriamente di un grado non si può parlare , ma la sorgente è la stessa – quella strana pulsione etica che nella nostra Istituzione presenta la caratteristica di… sonnecchiare abitualmente (magari fosse in noi tutti i giorni !) e si risveglia ogni tanto con improvvisa potenza, facendo proprie le cause più disparate.

 

L’abbiamo vista nel Settecento agitare l’anima inquieta di Martinez de Pasqually, instancabile nel percorrere le Logge per seminare il verbo del Martinismo ; o nelle Logge militari britanniche, dove i Fratelli aprivano impassibili i lavori sotto il tiro delle cannonate ; o nella catena di Fratellanza messa in piedi nel 1925 tra mille pericoli per favorire la fuga all’estero dei Massoni antifascisti ; o nei campi di sterminio, dove i Massoni prigionieri si beffavano di Hitler portando all’occhiello della giacca un piccolo, quasi invisibile non ti scordar di me

 

Questa pulsione, quando si sveglia, è una forza cui nessuna volontà umana può opporsi. Non conosce riposo, e non si arresta finché non ha compiuto la sua opera : lasciarsi alle spalle una Massoneria rigenerata, più fraterna e più forte.

 

Sulle ali dell’entusiasmo, qualcuno degli autorevoli Fratelli convenuti a Milano si è spinto a proclamare che la Consacrazione dei Venerabili è il vero quarto grado della Massoneria.

 

Questa affermazione può forse far sobbalzare, ma non è uno sproposito : vorrei rimandare i gentili lettori al mio articolo omonimo, per accertarsi che parlando di quarto grado non ci si riferisce ad un’aspirazione di tipo sentimentale, ma a una rivendicazione con salde radici storiche e solidamente argomentata, niente affatto estranea alla tradizione massonica come a prima vista potrebbe sembrare :

 

…il fatto che il Maestro Venerabile possa essere considerato il simbolo vivente del Grande Architetto dell’Universo spinge (…) anche a un’altra considerazione: se è vero che l’Installazione fissa nel Fratello le prerogative del Venerabile anche al di là del tempo in cui egli ricopre tale carica, questa è un’ulteriore prova che – a livello strettamente rituale – egli possiede, nei confronti del comune Maestro, qualcosa di più. Un esempio tra i più tipici è la facoltà, universalmente riconosciuta all’Ex-Maestro Venerabile e non ad altri, di “dare la luce” a un neofita in caso di assenza del Venerabile in carica…

 

Di fatto, nella Massoneria britannica la dignità di Maestro Venerabile Installato equivale a un quarto grado, e se non viene definito tale è solamente perché la Union– il celebre “trattato di pace” tra Antients e Moderns del 27 dicembre 1813 – sentenzia che la pura e antica Massoneria consiste di tre gradi e non oltre.

La Union, però, non è un testo tradizionale valente a costituire un inconfutabile precedente teorico, ma un accordo politico laboriosamente raggiunto dopo lunga trattativa, e le pressioni perché questo punto sia riveduto non sono mai venute meno, anche in seno alla stessa Gran Loggia Unita d’Inghilterra.

Sono queste alcune delle ragioni per cui è oggi riscontrabile in numerose nazioni un vero e proprio movimento tendente al riconoscimento come quarto grado del Maestro Venerabile Installato, che sta riscuotendo consensi sempre più ampi anche ai massimi livelli della Massoneria internazionale.

Anche in seno al GOI, del resto, da sempre agli Ex-Venerabili è data la possibilità di indossare un particolare tipo di grembiule per distinguersi tra i Maestri. E’ quello ornato col Triplice Tau, al centro del quale si trova un Cerchio contenente una Squadra, entro cui è raffigurata la 47° preposizione di Euclide (comunemente nota come Teorema di Pitagora) ; mentre nel comune grembiule da Maestro, i Tre Punti sono posti al centro delle famose rosette.

Non è da escludere che, con il diffondersi della Consacrazione, questo diventi un giorno il grembiule ufficiale di Maestri Venerabili Consacrati e Past Masters, se non del… quarto grado ; mi sembra quindi opportuno concludere con una breve riflessione intorno al simbolo del Triplice Tau, riguardo al quale sussistono dubbi e lacune.

 

Le tre lettere T rovesciate che lo costituiscono vengono comunemente considerate raffigurazioni  dell’attrezzo massonico della Livella ; il che è corretto, però l’abitudine di definire tale simbolo le tre Livelle deriva soprattutto dal fatto ché la definizione Triplice Tau desta perplessità presso i Fratelli che conoscono il greco, i quali sanno bene che la lettera Tau (simbolo-chiave in seno alla Massoneria dell’Arco Reale) assomiglia semmai a una T diritta, non certo a una T rovesciata.

Questo dubbio va chiarito : ciascuna delle tre T rovesciate è in realtà una semplificazione del Triplice Tau, consistente in origine di tre lettere T unite per la base – due disposte in senso orizzontale (che formano cioè una lettera H molto larga) e una verso l’alto, con la base nel punto medio del braccio orizzontale della H.

In altre parole, le tre T di ogni Triplice Tau sono state private del tratto orizzontale e mutate in tre I ; in questo modo, la loro unione per la base viene ad assomigliare a un T (o un Tau) rovesciato.

 

Tornando al simbolo considerato nella sua integrità, è da notare che basterebbe aggiungergli una quarta T orientata verso il basso per trasformarlo in una croce di Gerusalemme (detta anche Croce Templare) nella sua variante nota come flyfot, che è priva del tratto superiore delle braccia.

 

Esistono nell’architettura templare alcuni esempi di flyfots aventi questa caratteristica ; ma vengono utilizzati come ornamenti, dei quali è difficile desumere con precisione il senso simbolico.

 

L’ipotesi dell’origine templare del Triplice Tau parrebbe confermata dal poco che si conosce circa le origini di questo simbolo, che fu kshatrya fin dagli inizi. Già il Tau da solo veniva spesso usato nello sciamanesimo preistorico per riti magici legati alla guerra e alla caccia ; per gli antichi Greci era un simbolo della Vita, e presso alcune tribù nomadi un Tau veniva tracciato sulla fronte dei guerrieri di maggior valore.

 

Il primo riferimento conosciuto al Triplice Tau come simbolo massonico si trova nel manoscritto Trinity College del 1711, nel quale appare corredato dalla frase Under no less a penalty. In questo e altri documenti antichi, il Triplice Tau appare chiaramente formato da una lettera T sovrapposta alla lettera H, il che potrebbe voler significare Templum Hierosolymae, Tempio di Gerusalemme.

 

Un argomento in favore di questa tesi è che in alcuni disegni dal braccio del Tau inferiore di destra si diparte una E : Templum Hierosolymae Eques, Cavaliere del Tempio di Gerusalemme, era il modo in cui si firmavano i Templari.

Le prime apparizioni del simbolo attualmente raffigurato sui grembiuli – che, come abbiamo visto, più che Triplice Tau andrebbe ribattezzato Tre Triplici Tau Semplificati – si trovano nell’iconografia massonica a partire dal 1817. Nel 1830, portata finalmente a termine la faticosa riunificazione dei rituali Antient e Modern, la versione semplificata entrò a far parte del simbolismo ufficiale della Massoneria britannica.

La storia non lo dice, ma è facile ipotizzare qualche malumore da parte degli Antients, che avevano tutte le ragioni per ravvisare una deliberata provocazione nel fatto che ai tre Triplici Tau fossero state di fatto sostituite… tre Tau rovesciate ; malumori a tratti ripresi anche in seno al Grande Oriente d’Italia da Fratelli che vi ravvisano un’inversione del simbolismo tradizionale.

 

Ma a questo proposito, è opportuno sottolineare che – nella tradizione massonica antecedente alla semplificazione – il Triplice Tau con le braccia veniva considerato il contrassegno del luogo dove fu nascosta la Parola Perduta : si tratta dunque di un simbolo legato al piano orizzontale – come lo è una mappa, che comunque venga orientata il senso non cambia – e questo spiega senza dubbio perché, in fin dei conti, la sua semplificazione sia stata accettata dagli Antients di buon grado. Non mi pare quindi che esistano gli estremi, almeno in questo caso, per parlare di inversione.

 

Chiedo scusa ai lettori per questa divagazione, che confido mi sarà perdonata in quanto vale a far riflettere sulla sostanziale futilità della contrapposizione tra Massoneria scozzese e britannica : il simbolismo massonico presenta una storia ben più nobile e antica di entrambe le correnti, ed è molto significativa l’esistenza di un gran numero di simboli che – come in questo caso – rivestono uguale dignità e importanza in seno a entrambe. Niente vale meglio a chiarirci come le differenze rituali o interpretative rivestano perlopiù la natura di meri accidenti storici, che possono e devono essere superati dalla Fratellanza.

Con l’aver messo in luce (un po’ perfidamente, lo confesso) che anche la Massoneria inglese – sempre pronta a ostentare il suo scetticismo verso quanto concerne le origini templari dell’Istituzione – pone al centro del suo grado più prestigioso un simbolo templare, mi auguro sentitamente di aver rimesso di buon umore i miei lettori scozzesisti più arrabbiati (cui troppe volte i miei articoli non sono piaciuti, e fraternamente non si sono mai trattenuti dal venirmelo a dire…).

E per concludere : un ringraziamento sentito e commosso a tutti i coraggiosi Fratelli che con Umiltà e Fratellanza stanno collaborando con noi, perché la Massoneria italiana possa recuperare una cerimonia bella e importante come la Consacrazione.

di Daniele Mansuino e Giovanni Domma

Approfondimenti RAM

Storia del grado massonico di Royal Ark Mariner (Parte I), di Daniele Mansuino e Giovanni Domma

Link:

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Storia del grado massonico di Royal Ark Mariner (Parte II), di Daniele Mansuino e Giovanni Domma

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Approfondimenti generali

I Fratelli Giovanni Domma e Daniele Mansuino hanno curato numerosi scritti (tra articoli, saggi brevi e libri): dall’esoterismo in generale alla Massoneria, dall’Emulation agli Antient Degrees.

La Massoneria del Marchio, di Daniele Mansuino e Giovanni Domma (2010)

Link:

http://www.danielemansuino.altervista.org/massoneria_del_marchio.html

Massoneria in quattro gradi, di Daniele Mansuino, con il contributo di Giovanni Domma

Link 1:

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Link 2:

http://www.riflessioni.it/esoterismo/massoneria-quattro-gradi-1.htm

Massoneria operativa e speculativa, di Daniele Mansuino

Link:

http://www.amazon.ca/Massoneria-operativa-speculativa-Daniele-Mansuino-ebook/dp/B00K3XEMCG/ref=sr_1_14?s=books&ie=UTF8&qid=1412200770&sr=1-14

Il Fantasma del Venerabile (sulla cerimonia di Installazione dei Maestri Venerabili), di Daniele Mansuino e Giovanni Domma

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Il sistema massonico del Secret Monitor, di Daniele Mansuino

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La Massoneria del Marchio e i suoi side degrees, di Daniele Mansuino

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Storia del grado massonico di Royal Ark Mariner (Parte I), di Daniele Mansuino e Giovanni Domma

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Storia del grado massonico di Royal Ark Mariner (Parte II), di Daniele Mansuino e Giovanni Domma

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I veri capi dell’Ordine della Massoneria, di Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/capi-massoneria-1.htm

Sulla struttura amministrativa del Grande Oriente d’Italia, di Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/struttura-grande-oriente-italia.htm

Intervista a Giovanni Domma, di Ivo Nardi

http://www.riflessioni.it/senso-della-vita/giovanni-domma.htm

Il sistema massonico del Secret Monitor (articolo), di Daniele Mansuino e Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/sistema-massonico-secret-monitor.htm

Le tre scimmiette, di Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/le-tre-scimmiette.htm

Massoneria senza pace, di Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/massoneria-senza-pace.htm

Sapienza, Forza e Bellezza, di Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/sapienza-forza-bellezza.htm

Rumore di metalli in Massoneria, di Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/rumore-metalli-massoneria.htm

Massoneria e valori, di Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/massoneria-valori.htm

Massoneria: valorizzazione e rinnovamento dei Collegi Circoscrizionali, di Giovanni Domma e Daniele Mansuino

http://www.riflessioni.it/esoterismo/massoneria-valorizzazione-rinnovamento-collegi.htm

Nubi sul Marchio, di Daniele Mansuino

http://www.riflessioni.it/esoterismo/nubi-sul-marchio-1.htm

Il Compagno e la Squadra, di Daniele Mansuino  e Giovanni Domma

http://www.riflessioni.it/esoterismo/compagno-squadra.htm

Massoneria del Marchio: ultime novità, di Daniele Mansuino

http://www.riflessioni.it/esoterismo/massoneria-del-marchio.htm

Svolta importante nel Grande Oriente d’Italia, di Daniele Mansuino

http://www.riflessioni.it/esoterismo/svolta-importante-Grande-Oriente-Italia-1.htm

Il rituale Emulation, di Daniele Mansuino  (con la collaborazione di Giovanni Domma)

http://www.riflessioni.it/esoterismo/rituale-emulation-3.htm

Entrare in Massoneria, di Daniele Mansuino (con la collaborazione di Giovanni Domma)

http://www.riflessioni.it/esoterismo/entrare-in-massoneria-4.htm

IL GRAN CONSIGLIO DEL CORK

DIPLOMA CORK SCHELETRO - Copia

Durante le mie ricerche Massoniche , mi sono imbattuto nel Gran Consiglio del CORK, sono sicuro che il 99 per cento dei fratelli Massoni si domanderanno che cos’è, e bene lo possiamo definire il grado allegro della Massoneria dei Maestri Muratori del Marchio, in quanto viene conferito con una speciale cerimonia dopo la tornata durante l’agape.

Andiamo per ordine, poichè è un argomento sconosciuto e poco praticato è giusto che incomincio illustrando brevemente la storia di questo allegro e piacevole grado: si cominciò a parlare del grado del Cork alla fine del XVIII secolo quando lcuni esperti Massoni non disdegnavano di divertirsi piacevolmente,al termine dell’Agape, praticando il rituale del Grado Cork e conferendolo ad altri Fratelli.

Il Supremo Consiglio di Londra che tratteggia appunto i primi cento anni di vita del Supremo Consiglio Inglese. Nella seconda metà del XIX sec. questa organizzazione ebbe frequenti contrasti con altri corpi massonici per controversie di giurisdizione territoriale.

Conseguenza di ciò fu la richiesta, al Gran Segretario Generale, di definire quali gradi fossero compatibili con il Rito Scozzese Antico ed Accettato ed in particolare, nel 1890, molte di queste richieste riguardavano proprio il Grado Cork,  le risposte di Hugh Sandeman, (Gran Segretario Generale 1880-1895) indicano come il Cork venisse giudicato solamente come un piacevole momento di comunione. dalla corrispondenza del Fratello F. C. Murray (1894) si deduce che lo stesso Sandeman era stato probabilmente l’autore del Rituale

di Giovanni Domma